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Fratelli Agazzi -1° Lode, Concorso  Rivista Sinfonie Scacchistiche 1986

agazzi1.jpg 

H#2 (Aiutomatto in due mosse)

Miniatura con interferenze simmetriche e promozioni differenziate

Fratelli Agazzi  -  Rivista Scacco ! 1982  

agazzi2.jpg

Il Bianco muove e matta in due mosse.

(Tema Novotny finlandese)

Fratelli  Agazzi  - 6° Lode Concorso Rivista "BEST PROBLEMS" 2006

agazzi3.jpg

Il Bianco muove e matta in tre mosse.




Zona riservata - Nota storica


Nota Storica sulla Società Scacchistica Savonese libro.GIF

-Prologo.

La targa di ferro battuto e vetri policromi aveva forma ellittica.

Non la ricordo molto grande : forse ottanta centimetri di larghezza e cinquanta in altezza, forse un poco di meno.

Troppo tempo è passato per essere precisi.

Pendeva alla parete sorretta da due polverose catenelle di metallo scuro, poco discosta dall'armadietto del materiale.

L'insieme contenuto nella pesante cornice liberty, con i suoi quadratini di vetro blu alternati ai verdi stretti in una intelaiatura di piombo a forma di scacchiera, subito mi colpì per il suo vago aspetto cimiteriale.

Al centro della targa le tre plumbee S maiuscole , un tempo forse dorate, sovrastanti un altrettanto plumbeo 1912, richiamavano alla mia mente più la data di un decesso che quella di una nascita.

Nel 1951, quando presi a frequentare la Società Scacchistica Savonese nell'antico Caffè Baila in Corso Italia, se ne stava lì in disparte, bruttina e polverosa trascurata da tutti.

Non so quante volte mi soffermai a studiarla.

Mi dicevo : se la data fosse vera , nel 1912 non sarebbe stato necessario andare molto lontano per trovare del vetro verde di bottiglia.

In Corso Ricci, accanto alla Piazza d' Armi c'era allora in piena attività la Vetreria Viglienzoni che ne sfornava tonnellate.

Anche per il vetro blu cobalto, tipica produzione della Società Artistico Vetraria di Altare , la strada non era poi molta.

Con un buon fabbro a disposizione, certamente non raro in quegli anni, non doveva essere stato poi tanto difficile per l'ignoto artista comporre il suo capolavoro.

La targa sparì nelle poche centinaia di metri fra il Baila e La Tavernetta di Via Brignoni, nel trasloco del 1956.

Nella nuova sede , il funereo cimelio non giunse mai.

Della misteriosa targa, del suo possibile significato, della curiosità che ogni tanto provavo al suo cospetto e anche delle spiegazioni che non avevo osato chiedere, feci presto a dimenticare.

A vent'anni manca il tempo per voltarsi indietro.

Nascosta in non so quale piega della memoria, la targa nero-verde-blu balzò vivamente alla mia mente cinquant'anni dopo , quando all'inizio del 2006 l' amico Prof. Mauro Berni mi donò molte copie di documenti frutto delle sue ricerche su fatti e personaggi della S.S.S., fra cui la prefazione dell' ing. Cesare Damele al Bollettino del 28° Campionato Italiano 1967 di Savona (opera che non conoscevo), nella quale, tra l'altro, si diceva che il nostro Circolo era stato fondato nel 1912 (!) dal Prof. Attilio Falchetto.

Con l'aiuto di Mauro, spronati dalle sue scoperte, Adriano e io abbiamo iniziato ad andare a ritroso nel tempo alla ricerca delle nostre radici.

Una breve stagione di studi , di appassionate ricerche, che ci ha portato a importanti ritrovamenti e felicissimi incontri.

Nel C.D. del 10 Giugno u.s. è stata fatta una sommaria relazione di quanto è stato trovato.

Di tutto, per esteso, contiamo di rendere conto ,un poco alla volta, da queste colonne.

Incontri

Come spesso accade l’inizio delle ricerche è stato abbastanza inconcludente e, dopo qualche tempo, piuttosto scoraggiante.

Nonostante la cortese disponibilità del personale dell’Ufficio dell’Archivio di Stato e della Civica Biblioteca “A.G. Barrili” della nostra Città , vano è risultato ogni sforzo per dimostrare la presenza del Prof. Falchetto in Savona dal 1912 in poi, giusta l’affermazione dell’ing. Damele.

Nessuna traccia del nostro personaggio scaturì sia dai ruoli 1912 -1916 del personale docente negli Istituti Scolastici Savonesi, che dall’esame delle raccolte dei quotidiani cittadini dell’epoca : “L’Indipendente” , “Il Dovere” e “Il Cittadino (Cronaca di Savona)” , a proposito della fondazione di un Circolo di Scacchi in Città.

Ultima spiaggia o meglio : ultimo “Lido”, restava ancora la gentile offerta dell’amico M° Antonio Rosino di rendere disponibili alla nostra indagine le annate dell’Italia Scacchistica dal 1911(data della fondazione della rivista) ad ora, della Biblioteca della FSI. attualmente conservata nella sua casa di Venezia.

Nell’attesa delle vacanze scolastiche estive che avrebbero consentito a Mauro di accompagnarmi per qualche giorno di caccia al falchetto in Laguna, un bel dì , navigando su Internet all’inseguimento dell’inafferrabile rapace, mi ha soccorso il caso.

Nell’Aprile 2007, frugando nell’incredibile, interminabile elenco degli agriturismo, locande, osterie, alberghi e altre attività di vario tipo intitolate al nobile animale, mi sono imbattuto nella monumentale raccolta informatica di tutto ciò che è stato pubblicato nel mondo sul Problema di Scacchi.

Secondo me : “ Ouvrages” enregistrès dans la table Echecs” (http://winchloe.free.fr/ouvrages_table_echecs.html). è un’opera veramente formidabile.

All’epoca, pur essendo : “En cours d’enregistrement” essa aveva raggiunto il rispettabilissimo numero di 18 cartelle folte di titoli e di riferimenti.

Uno dei suoi più attivi redattori risultava essere un italiano . Almeno dal nome sembrava tale : il Sig. Ivo Fasiori.

Raggiungerlo non è stato poi tanto semplice, però quando mi è giunta la sua mail di risposta ho provato la gioia di uno Schliemann.

Il gentilissimo Sig. Fasiori di Prato conosceva benissimo il personaggio oggetto della mia ricerca, anzi stava valutando l’opportunità, assieme al Prof. Oscar Bonivento di Bologna, di far uscire una pubblicazione sulla sua opera .

“Prima di risponderle” , mi scrisse : ” Ho parlato di lei al telefono col Professore e della sua richiesta.

Gli telefoni , gli telefoni….." mi suggeri più volte.

E‘ molto all‘antica : non usa il computer!”

”Mi ha detto che si ricorda di lei !“

La Grande Anima del Problemismo Italiano era dunque ancora sulla breccia !

Nato a Umago - Istria - 27.11.1914, dice il Dizionario Enciclopedico degli Scacchi di A.Chicco e G.. Porreca.

Una memoria prodigiosa ! Stupefacente ! Visto che la nostra conoscenza risaliva a un Festival di Imperia dei primi anni sessanta !

Con squisita cortesia il Prof. Bonivento si offerse di eseguire le ricerche che mi stavano a cuore.

Egli possiede la raccolta completa della Rivista “L’Italia Scacchistica” dal primo numero.

Alla manifestazione della mia non poca sorpresa e meraviglia e ai miei complimenti egli rispose :

“ Se è per questo posseggo anche la raccolta completa della preesistente Nuova Rivista degli Scacchi. Eh caro, come potrei farne a meno ?!!"

Fu prodigo, inoltre, di notizie sulla vita del Prof. Falchetto che aveva conosciuto molto bene, avendolo frequentato negl’anni giovanili, e del quale conserva ancora alcune opere figurative nella sua casa di Bologna.

All’inizio nient’altro che un nome sconosciuto su un vecchio documento, il nostro personaggio prendeva corpo e nella mia mente la sua statura non cessava di crescere .

La Società Scacchistica Savonese .

Nel numero di Febbraio 1914, pag 48, della rivista “L’ Italia Scacchistica” nella rubrica “ Notizie” si dice testualmente:

" SAVONA - Siamo lieti di poter annunciare la costituzione di una importante società : la Società Scacchistica Savonese , con Sede al Caffè Chianale (Corso Principe Amedeo) (l’attuale C.so Italia n.d.r.) e che conta già una quarantina di soci. Ne è Presidente il Ten.Col.Cav. Monsacchi, Segretario il Prof. A. Falchetto , Consiglieri i Signori Ing. Rattanelli e Rag. De Mattia . Alla nuova Società i nostri auguri di prospera e lunga vita“ .

Dalla voce del prof. Bonivento traspariva l’emozione della scoperta quando, diversi giorni dopo la nostra prima conversazione, mi preannunciò al telefono l’esito delle sue ricerche.

“Ho dovuto attendere qualche giorno l'arrivo di mio nipote” si giustificava “Sa : agli scaffali più in alto della libreria , da solo con la scala non mi avventuro più…..!"

Il plico che mi giunse da Bologna verso la metà di Maggio 2007, oltre al testo della notizia sopra citata, conteneva i diagrammi di due dei tre problemi di Falchetto attualmente pubblicati nella Home Page di questo sito : quello in tre mosse e quello in due , con dicitura : A.Falchetto - Vado Ligure - Italia Scacchistica -Aprile 1913 . (Fra Vado Ligure e Savona vi sono 6 Km., all’epoca superati da una comoda linea della STES - Società Tramviaria Elettrica Savonese).

Dimostratasi esatta l’affermazione dell’ing. Damele circa la presenza in Città e nella S.S.S. di Falchetto in quel periodo, veniva ora da chiedersi quale fosse la reale data di costituzione del Circolo .

Vista la data di pubblicazione sulla rivista (L'Italia Scacchistica all’epoca aveva sede in Firenze), il tempo occorrente per la stampa, la lentezza delle poste di allora (non solo di allora , n.d.r.), il Prof. Bonivento ipotizza che la fondazione della SSS. possa essere avvenuta nel Dicembre 1913, durante le festività natalizie o di fine anno.

Egli scrisse testualmente: “ Per me è presumibile la costituzione durante le Feste Natale (sic) e Anno Nuovo (1913 n.d.r.) .

Fu comunicata a Firenze Sede,” (il resto è rimasto nella penna , n.d.r.) .

Considerati i vari tempi, postali e di stampa è molto probabile che il Professore abbia ragione riguardo al momento in cui la comunicazione ufficiale è avvenuta : fine anno 1913.

Tuttavia targa e dichiarazione Damele stavano a indicare che "in nuce" il gruppo era regolarmente costituito e operava già nell’anno precedente, il 1912.

Prima di arrivare alla riunione del Consiglio Direttivo del 10 Giugno 2007 incaricato di pronunciarsi sulla data, all’interno del Circolo si è ampiamente discusso sulle varie soluzioni.

L’unanime decisione di assumere quale data di fondazione l’anno 1912 fu presa in base alla considerazione che un circolo scacchistico, per la sua intrinseca fragilità e per le finalità a cui deve tendere, è idealmente assimilabile più a una persona fisica che non a una persona giuridica.

Da tempo immemorabile è consuetudine che la data di nascita di una persona coincida col momento della sua venuta alla luce, non già a quella della sua iscrizione nei registri dell'anagrafe comunale.

Personaggi .

Sul n.10 dell’Illustrazione Italiana 1945 (Nuova serie), nella Rubrica “SCACCHI” “a cura del maestro di scacchi Giovanni Ferrantes “ apparve il seguente articolo che abbiamo deciso di trascrivere per intero dopo non poche meditazioni.

Firmato dal grande storico italiano del nostro gioco e tra i massimi europei, Adriano Chicco , esso ci offre una commossa testimonianza delle qualità morali , della sensibilità umana e artistica nonché del valore scacchistico del fondatore della nostra Società :


attilio005.jpg Attilio Falchetto

“ E già per lui carpir

Si fa la ragna” (*)

Con questo verso Dante accenna al complotto che doveva spegnere Rizzardo da Camino, Vicario imperiale di Treviso, ucciso a tradimento mentre giocava a scacchi.

E questo verso ci ritorna insistentemente alla memoria nel commemorare il caro amico scomparso, milanese di adozione ma nativo di Treviso, appassionato di scacchi come il trecentesco Vicario imperiale e come quello impigliato nell’inesorabile ragnatela della morte in pieno fervore di attività scacchistica.

Attilio Falchetto è morto a Milano il 1° Agosto 1945, all’età di 69 anni.

Tutti i problemisti italiani e particolarmente i milanesi, ebbero modo di apprezzare la grande cortesia e la competenza del prof. Falchetto, sin da quando, nel triennio 1925-1928, il compianto problemista diresse la pagina degli scacchi della rivista milanese“Il Secolo XX”.

Molti dei più noti problemisti italiani ricordano con nostalgia i commenti pieni di affabilità e di competenza scacchistica con i quali il prof. Falchetto illustrava i problemi : modelli insuperati di propaganda scacchistica, attuata con mezzi tanto semplici quanto efficaci.

Valente problemista, il prof. Falchetto era pure buon giocatore. Nel 1926 fece parte della squadra italiana che si battè con la Francia per corrispondenza : riportiamo il finale della partita da lui vinta con A. de Gaigneron de Marolle .

Nero - A.de Gaigneron de Marolle

falcde.jpg

Bianco - A. Falchetto ;

28. Te4 - e7 Cb8 - c6 ( clicca qui per vedere il finale)

29. Te7 - d7 Cc6 - d8

30. Df3 - f1 Cd8 - c6

31. Cb5 - c7 + Ra8 - b8

32. Cc7 - e8 Df6 - h8

33. Ce8 - d6 Tc8 - c7

34. Td7 x f7 il N. abbandona

Amante delle cose belle (era professore di disegno), si compiaceva disegnare per sua intiera soddisfazione accurati quadretti scacchistici.

Agli amici inviò pochi anni or sono, una graziosa serie di cartoline scacchistiche, che sono oggi gelosamente conservate dai pochi fortunati possessori.

Attilio Falchetto era nato a Treviso il 30 dicembre 1876. Anch’egli, ormai, ha finito la sua partita terrena : secondo gli antichi moralisti, infatti, “la vita in questo mondo è come un giuoco di scacchi, dove uno è piccolo, un altro cavaliere, un altro re, e due o tre soltanto tengono tutto il giuoco : ma finito questo, tutti i pezzi vengono gettati senza distinzione nel sacchetto di tela, così i grandi come i piccini“ (da un Sermone medioevale).

Ma nel cuore e nel ricordo degli amici, il prof. Falchetto continua a giocare una più serena, felice partita, in un mondo migliore.



A. Chicco””

(*) Dante - Paradiso, IX 43 - 54 (n.d.r.)

Origini

Dalla rivista “L’ Italia Scacchistica” di Aprile 1914 - Notizie - si apprende che:

“fra i Circoli Scacchistici di Genova e di Savona è stato giocato un piccolo amichevole match in Genova. La vittoria ai Genovesi con punti 3 ½contro 1 ½”.

Il17 Maggio ebbe luogo il match di rivincita fra il C.S.Genovese e il C.S.Savonese con esito pari: 2 1/2 – 2 1/2.

1914 Giugno - Gara in consultazione per corrispondenza (Febbraio -Maggio) A. Rastrelli - A Falchetto 1 - 0 (Note di Rastrelli).

1915 Agosto-Settembre, l’It. Sc. pubblica n.° 6 problemi di A Falchetto.


1916 Sull’It. Sc. di Gennaio-Marzo viene comunicato l’elenco dei Soci della Società Scacchistica Savonese alle armi : Pres. Monsacchi, Riello, Rizzoli, Addamonti, Polito, Vace, De Mattia, Pongiglione.

Per la prima volta compare fra i nomi dei Soci della SSS. quello del ventunenne Michele Riello.

Per più di 50 anni, egli fu il massimo esponente dello scacchismo Savonese. Gli avvenimenti più importanti del nostro gioco nella nostra Città hanno sempre visto al centro la sua persona.

Allo scopo di non annoiare troppo e tentare di trattenere sulla pagina l’attenzione del lettore della nostra epoca frettolosa, abbiamo pensato di limitare la narrazione a soli fatti di una certa rilevanza a livello sia regionale che nazionale .

Trascurare la cronaca minuta di fatti e fatterelli minimi ormai così lontani nel tempo, simili a quelli della vita di tutti i circoli , ci permetterà di dare spazio, finalmente per iscritto, ad alcuni avvenimenti forse meno noiosi.

Chi li ha raccolti dalla voce dei protagonisti e conservati a lungo nella propria memoria spera che, più di aride tabelle di risultati e percentuali, essi possano dare un’idea un poco più viva dei costumi e del clima all’interno di un circolo di scacchi in un’epoca ormai abbondantemente trascorsa.

Chiusa la parentesi bellica, la vita scacchistica nazionale tardò a riprendere vigore per le travagliate vicende della Federazione che, prima come FSI., poi USI., iniziò a operare efficacemente ,grazie all’intervento del CONI , soltanto dal 1927 con la nuova denominazione di Associazione Scacchistica Italiana (ASI).

In questo periodo (1919 - 1926 ), piuttosto avaro di manifestazioni ufficiali di una certa importanza, si colloca un aneddoto che talvolta Michele (Michelin) Riello dopo non poche resistenze, accettava di raccontare.

Sullo sfondo dell’elegante Caffè Chianale , scomparso ormai da oltre sessant’anni, al piano superiore del quale vi erano molte sale da gioco, fra cui una riservata al Circolo degli scacchi, Riello, uno dei più forti giocatori italiani nel periodo 1920/40, tuttavia all’epoca non ancora maestro, lo sarebbe divenuto nel Torneo Magistrale ASI di Napoli del 1927, ricevette una curiosa richiesta d’aiuto da un amico del circolo.

Giocatore modesto, costui era costretto a sopportare sarcasmi e provocazioni varie da parte di un ex compagno di scuola, tornato a casa dal Politecnico, dopo un lungo periodo di studi , non solo

con la laurea in ingegneria, ma, cosa assai più grave : con il titolo di Campione di Scacchi della Città di Torino.

La differenza di livello , accertata dopo poche partite, era risultata tale da far sì che il “Torinese” si sentisse autorizzato a proferire apprezzamenti beffardi e, alla lunga , umilianti nei confronti dell’amico .

”Tu non hai mai studiato abbastanza” gli diceva , alludendo agli studi interrotti alla licenza liceale (la prospera attività commerciale dei suoi gli permetteva una vita felicemente sfaccendata) “e anche gli scacchi li hai studiati poco e male come il resto“ .

“Non riesco più a venire al Circolo , quello mi perseguita, mi mette alla berlina.

Cosa posso fare?” a un certo punto chiese disperato all’amico.

“Sfidalo” fu la risposta .

“Ma è più forte…!”

“Tu gli proponi una sola partita e ti prendi, diciamo così : due mesi di tempo per avere modo di tornare sui libri e prepararti, al resto ci penso io, concluse Riello”.

Venuta la sera della sfida, predisposto il tavolo al centro della sala , sistemato lo sfidante con libera visuale sull’uscio della sala , l’ignaro sfidato spalle alla porta e fronte alla finestra, la partita avrebbe dovuto iniziare , se non che l’arma segreta sulla quale lo sfidante contava stava tardando come al solito: Riello era cronicamente in ritardo.

Entro i limiti del lecito egli tentò di tergiversare, poi, stretto dalle insistenze dell’avversario che già pregustava il momento del trionfo, fu obbligato a prendere posto e la partita ebbe inizio .

Giunto al fine nella saletta contigua in gran segreto , il suggeritore occulto trovò sulla scacchiera la posizione aggiornata di un disastro : nel frattempo lo sfidante aveva perduto un pezzo!

Esultante il “Torinese” inviava occhiate trionfanti ai numerosi curiosi assiepati attorno al tavolo . Sembrava fatta.

Se non che, passata la direzione delle operazioni ad altra mano, nell’omertà più completa, fra le due sale iniziò, un misterioso traffico di lavagnette.

Uno zelante emissario, dall’uscio della sala della sfida, si premurava di mostrare allo sfidante, al di sopra di una selva di teste, la mossa studiata e scritta nell’altra stanza.

Un altro riportava in ”laboratorio” la risposta dello sfidato.

Per poter sbirciare liberamente le lavagnette che avevano preso a spuntare puntualmente lassù in alto oltre le teste della gente , lo sfidante aveva iniziato a ordinare grandi bibite in lunghi bicchieri .

Alzare in alto la testa nel bere gli permetteva di scorgere bene la mossa senza allarmare troppo l’avversario.

“Non so di dove ti venga tutta questa sete . Cosa ti succede ? Sbottò innervosito l’ignaro avversario “Castronerie iniziali a parte,questa fase della partita la stai giocando molto meglio.

Devo riconoscere che sei diventato più duro !

Questa è la dimostrazione di quanto avessi ragione a consigliarti di studiare.

E‘ sorprendente come hai migliorato in così poco tempo !

“ Al mio arrivo la partita era perduta“ confidava Riello .

Tuttavia lo sfidato, convinto ormai di poter dilagare, si era inoltrato in una speculazione arrischiata che lo aveva costretto a restituire buona parte del vantaggio e permesso all’avversario di riequilibrare le sorti.

Come accontentarsi di un risultato di parità con così debole avversario più volte deriso e sbeffeggiato e dopo aver sprecato un consistente vantaggio per la troppa fretta di concludere?

Con uno così quello che era già successo una volta avrebbe potuto di nuovo capitare…!

Da simile opponente ci si poteva aspettare di tutto : insistere bisognava, non mollare e complicare il gioco per farlo sbagliare ancora, ecco cosa bisognava fare!

In agguato nella saletta accanto c’era chi non aspettava altro.

Nel complesso finale della partita , al fine inatteso e decisivo l’errore venne.
I pericolosi tentativi di ricuperare una vittoria ormai sfumata avevano prodotto l’effetto opposto :
sbagliò in modo irrimediabile lo sfidato.

Una burla di puro stile italico : il presuntuoso arrogante punito, il debole perseguitato trionfante !

Pochi giorni dopo, la scena si chiuse definitivamente su di un terribile cazzotto da tergo .

“Un pomeriggio prima di andare ad aprire il negozio, stavo aspettando il caffè al bar del Chianale, il “Torinese” mi giunse alle spalle e senza proferire verbo mi colpì al volto con tale forza che, non fosse stato per il bancone a cui mi aggrappai , sarei crollato a terra.“ raccontava Riello sorridendo compiaciuto . “E poi ?” chiedeva qualcuno. “Fine “ lui rispondeva : “Amici come prima….in fondo il pugno era dovuto”.

Michele Riello

.......................................riello.JPG Michele Riello

Nato il 4 ottobre 1894 nel Comune di Voltri (la “Grande Genova” non era ancora stata pensata) era giunto a Savona con la famiglia nei primi anni dell’infanzia .

Diplomato Perito Industriale del settore meccanico. Commerciante specializzato nella fornitura di apparecchiature e materiali per la media e piccola industria nonché ferramenta in genere . Ottimo disegnatore . Buon conoscitore della lingue tedesca e francese .

Aveva compiuto profondi studi scacchistici dei quali non parlava mai . Non rivelava mai le sue fonti . Chi aveva la fortuna di frequentarlo assiduamente, finiva però con indovinarle dalle osservazioni e dai commenti che egli usava fare alle proprie e altrui partite .

Non commentava mai partite per iscritto .

Morphy e Steinitz erano i suoi autori preferiti dei quali ricordava intere partite a memoria.

Tuttavia le sue idee sugli scacchi e il suo stile erano fortemente influenzati dal pensiero del Dr. Siegbert Tarrasch e dal suo famoso libro “Die moderne Schachpartie” pubblicato nel 1912, del quale talvolta gli accadeva di citare qualche passo.

Idealmente legato al gioco brillante di stile romantico , profondo conoscitore del Gambetto Evans (il MI. George Botterill , nella sua brillante monografia Open Gambits - Batsford 1986 , cita positivamente una sua partita con questa apertura contro il M° Del Pezzo nel Torneo di Venezia 1950) e di tutti i giochi aperti in genere, sostenitore del principio che : “la migliore difesa è l’attacco” , della preminenza del fattori “tempo” e “spazio” sulla grossolana valutazione materiale delle situazioni , aveva, all’occasione , la capacità del Ligure di buona razza di saper ostinatamente lottare nelle lunghe battaglie posizionali .

Profondo conoscitore dei finali era quello che si usa dire : un giocatore completo.

Il suo modo di affrontare con metodo scientifico ogni problematica del nostro gioco, di ricercare la verità dovunque essa si nascondesse, con pazienti approfondite analisi sulla scacchiera, filtrandola poi attraverso le proprie convinzioni per tentare di renderla funzionale al proprio stile , ha fatto scuola nel nostro Circolo. Se un’ esile, non discontinua però, linea di forti giocatori continua a manifestarsi nella nostra Città è merito peculiare della profondità del suo pensiero, del suo insegnamento e un poco anche di coloro che hanno saputo raccoglierlo , conservarlo e tentare di farlo continuare a vivere .

Il M° Giovanni Ferrantes, nel numero di Settembre 1971 della Rivista Italia Scacchistica , rubrica “Figure che scompaiono”, gli dedicò il lungo articolo che qui sotto riportiamo per intero :“””Si è spento a Savona il 12 giugno 1971 il maestro Michele Riello.

Aveva 77 anni : era nato a Voltri il 4 ottobre 1894.

Buono, mite, sempre timoroso di dare fastidio a qualcuno, mai in rilievo, mai una critica o un pettegolezzo, apprezzato e stimato da quanti lo hanno conosciuto, il maestro Riello è uno di quei pochi giocatori che lasciano un ricordo difficilmente cancellabile.

Come uomo fu anche un prode. Nella guerra 1915 - 18 , tenente d’aviazione , fu decorato più volte, una con medaglia d’argento con la seguente motivazione : “Pilota da caccia di grande perizia, calmo e ardito nei numerosissii voli eseguiti in assai difficili condizioni, sempre assolveva interamente e brillantemente il proprio compito assalendo gli apparecchi nemici noncurante delle difficoltà di stagione, di motore, di mitragliatrici.

Il 28 luglio 1917 arrivava fino all’Istria, il 17 agosto seguente fino ad Asling, il 29 settembre su Mern, da solo affrontava deciso sette velivoli nemici e disimpegnava così un Caproni riuscendo poi egli stesso a sottrarsi a stento con pericolose evoluzioni”.

Come scacchista il Riello emerse dopo la prima guerra mondiale. Il suo primo torneo in campo nazionale fu quello di Venezia nel 1927, dove si classificò al terzo posto .

Nello stesso anno prese parte al torneo magistrale di Napoli conquistando il titolo di Maestro.

Dopo di allora la sua attività scacchistica fu costante fino al 1951, partecipando e sempre con buoni risultati ai tornei di Perugia 1928, Firenze 1930, 35, 36,e 48 , Milano 1931, 34, 37, e 38 , Napoli 1937, Savona 1938, Roma 1939 e 47 Reggio Emilia 1947, Venezia 1947, 48, 50 e 51.

L’ultimo fu quello di Imperia 1962(undici anni dopo!), dove si classificò al quarto posto.

Fu pure incluso nella squadra nazionale italiana in importanti incontri internazionali, come pure nella quadra che prese parte alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1937 (2° scacchiera).

Da lunghi anni abbonato alla nostra rivista, il maestro Riello disegnò con buon gusto la copertina del libro di nostra edizione “Strategia di Avamposti”, autore il MI Esteban Canal.

Ecco una partita del maestro Riello, giocata al torneo magistrale di Firenze nel 1930.
Alla partita venne assegnato il 1° premio di bellezza.

- Riello

- Hellman

(Difesa olandese)

1.d4,f5;2.g3,e6;3.Ag2,Cf6;4.Cd2,Cc6;5.Cf3,b6;6.00;Ab7;7.Ce5,De7;8.c3,Cd8;9.f3(!),Cf7;10.Cxf7,

Dxf7;11.e4,g6;12Cc4,Dg7;13.Af4,Tc8;14.Te1,Ae7;15.Dd2(!),h6;16.Tac1,g5;17Ae5,g4;18.fxg4(!)f

xe4;19.Ce3,d5;20.Tf1,0-0;21.De2,Dg6;22.Ah3,Ch7;23.Txf8+,Axf8;24.Tf1,c5;25.Cg2,exd4,26.cxd4,Cg5;27.Cf4,De8;28.Ag

2,Da4;29.Ch5(!),Aa6;30.Df2,Axf1;31.Df6(!),De8;32.h4(!),Ad3;33.hxg5,e3;34.Cf4(!),De7;35.Cxd3,

Dxf6;36.gxf6,Tc2;37.Af3,Td2;38.Cf4,Tf2;39.Ae2,Ab4;40.a3(!),Ad2;41.Ad3
(minaccia 42.Ag6, seguita da 43.f7+,Rf8;44.Ad6+)e il Nero continuò inutilmente fino alla

53°mossa.“”

Qui sotto altri due esempi del suo stile :7° Olimpiade - Stoccolma 1937 Incontro Ungheria - Italia

2° scacchiera .

Bianco : Laslo Szabo -

Nero : Michele Riello .

(Partita inglese)
1.c4,e5;2.Cc3,Cf6;3.Cf3,Cc6;4.g3,Ac5;5.Ag2,d6;6.0-0,00;7.e3,a6,8.d4,exd4;9.exd4,Aa7;


10.h3,h6;11.Ae3,Te8;12.Dd3,Ce7;13.Ch4,d5;14.c5,b6;15.b4,c6;16.Tfe1,Ab8;17.Ca4,bxc5;

18.bxc5, Ac7;19.Cc3,Ae620;20.f4,Dc8;
21.Df1,Cf5;22.Cf5,Axf523.g4,Ae424.Ad2,Axg2;25.Dxg2,Dd726.Rf1,Tab8;27.Txe8+Txe8;

8.Te1,Txe1;29.Rxe1,Rf8;30.De2,De8;31Dxe8+,Rxe8;32.Re2,h5;33Rf3,hxg4+;34hxg4,g6;35.a4,Cd7;

36.Ce2,
Cf6;37.Cg3,Rd7 : patta. 1/2 - 1/2
12° Campionato Italiano - Firenze - Maggio 1948.


-Bianco : Michele Riello


- Nero : Mario Baldanello

(Gioco piano )


1.e4,e5;2.Cf3,Cc6;3.Ac4,Ac5;4.c3,Ab6;5.d4,De7;6.d5,Cb8(?!);7.d6,Dxd6;8.Dxd6,c7xd6;9.Ca3Cf6;

10.Cg5,Re7
(?);11.Cb5,a6;12.Cxd6(!),Rxd6;13.Cxf7+,Rc5;14.Ae3+,RxAc4;15.Cd6,Rd3;16.0-0-0+ il Nero

abbandona."".



Dubbi di un liceale


Nel marzo del 1928 si svolse a Perugia un torneo “preolimpionico”.

L’eliminatoria vide primi a pari merito Hellman e Calapso 8 su 11, 3°/4° Marotti e De Nardo 7 , 5° Riello 5 ½.
La finale : 1° Rosselli 6 su 7, 2° Monticelli 5 ½, 3° Sacconi 4, 4°/5° De Nardo e Marotti 3 ½, 6° Calapso 2 ½ , 7°/8° Hellman e Riello.1 ½.
Un risultato non del tutto negativo del neopromosso maestro savonese considerato il livello della finale nella quale erano presenti molti dei più forti giocatori italiani del momento.
La crisi economica mondiale dal 1929 al 1930 congiunta alla nuova rigida, illiberale regolamentazione dell’attività scacchistica imposta dall’alto provocò una drastica contrazione sia dei tornei nazionali che del numero di
iscritti sufficiente per la loro effettuazione.

In altre parole si indissero pochi tornei ai quali non si iscrisse quasi nessuno.
Il 4° Campionato Italiano (Milano , 12 - 27 aprile 1931) fu vinto da Rosselli con p.ti 8 ½ su 11 , 2° Romi p.ti 8 , 3° Hellmann 6 ½ .Riello fu 10° con p.ti 4 ½.
Nel 1932 la S.S.S. fu in grado di ospitare per diversi giorni il GMI Evfim D. Bogoljubov .

Uno dei maggiori personaggi in senso assoluto del mondo degli scacchi .

Vincitore di innumerevoli tornei internazionali e di un gran numero di sfide individuali con i più rappresentativi maestri del suo tempo , nel 1929 aveva tuttavia dovuto cedere di fronte al grande Aleksandr Alechin nel match per il campionato del mondo ,restando pur sempre fra i primi dieci nel mondo.

Ad alcune partite amichevoli disputate con Riello in diverse serate nei locali del Circolo seguì , con grande succcesso di partecipanti e di spettatori una numerosa accademia di partite simultanee organizzata nella sala maggiore del Caffè Splendid , nuova sede della SSS.

Testimone di questo avvenimento un liceale diciasettenne : Cesare Damele, da poco entrato a far parte del gruppo e destinato a occupare più avanti nel tempo un posto preminente all’interno della Società .

Dopo aver assistito a tutte le partite del piccolo match Riello - Bogoljubov , aver giocato e perduto nella simultanea , era intervenuto alla conclusiva cena d’onore offerta dai dirigenti del Circolo in uno dei migliori locali del centro cittadino e, infine, assieme agli altri accompagnato l’ospite illustre alla sua dimora, non senza aver prima girovagato un bel po’ per le vie cittadine.
Damele raccontava che una delle mete della passeggiata notturna erano stati i Giardini Pubblici del Prolungamento a Mare.
Il gruppetto li aveva raggiunti conversando piacevolmente ,spingendosi poi alla grande rotonda sul mare , oltre l' equestre monumento a Garibaldi.
Alla vista della grande rada di Vado che si apriva improvvisamente davanti ai suoi occhi il buon Evfim aveva esclamato ad alta voce allargando le braccia : “Ah , la mer , la mer….!

“Strano : perché invoca sua madre ?” si era chiesto stupito Damele .
"Sai“ confidava raccontandomi sorridendo l’aneddoto : “dovette passare un
po’ di tempo prima che io riuscissi a chiarirmi l’equivoco“.
Il 5° Campionato Italiano (Milano 14 - 22 Aprile 1934) fu conquistato da Monticelli con punti 8 su 11 davanti al sorprendente Norcia 7 ½ , Riello con Sacconi furono 7°/8° con punti 5.
Antonio Sacconi vinse il 6° Campionato Italiano(Firenze 13 -25 maggio 1935) con punti 9 ½ 2° Romi (per spareggio tecnico) punti 9 , 3° Rosselli punti 9 . Riello fu 8° conpunti 5 ½ .
Il 7° Campionato Italiano (Firenze 4 - 17 ottobre 1936) vide la strepitosa vittoria di uno “sconosciuto” giovane studente di medicina che divenne contemporaneamente maestro e campione italiano.
Se la nettissima vittoria di Castaldi fu un autentico colpo di scena nella piuttosto statica rappresentazione
scacchistica italiana di quegli anni, l’ottimo terzo posto di Riello contribuì a movimentare in modo ancor più piacevole lo spettacolo.
Vincenzo Castaldi (Marradi 15.5.1916 - Firenze 6.1 1970) vinse con punti 11 su 13 , 2° fu Monticelli a punti 9 ½, 3° Riello con 8.
Apparentemente privo di importanza il 14°(ultimo) posto di Vincenzo Nestler : punti 3. Un nome che però già dall'anno successivo sarebbe diventato molto noto nell'ambiente scacchistico italiano.


Generazioni a confronto

Agli inizi del 1937 , al miglior giocatore della SSS considerato ormai uno dei più forti
maestri italiani del momento, giunse da parte dell’ A.S.I. l’invito a far parte della squadra italiana per la VII Olimpiade in programma a Stoccolma dal 31 luglio al 14 agosto dello stesso anno.

Per il rappresentante del nostro Circolo la trasferta svedese non fu un’esperienza felice.
La squadra composta da Castaldi, Riello, Staldi, Napolitano , riserva Rosselli, non ottenne un buon risultato : quattordicesima su diciannove .

Determinanti furono soprattutto le mediocri prestazioni di Riello e Rosselli, entrambi non in buona forma sia per difficoltà d’ambientamento che per scadenti condizioni fisiche.
Nell’ 8° Campionato Italiano (Napoli 10 - 23 ottobre 1937) Castaldi conquistò il secondo titolo consecutivo , un’impresa fino ad allora mai riuscita a nessuno, con punti 10 su 14, 2°- 3° Nestler , Stalda punti 9 ½ 4° Sacconi punti 9, 5°- 8° Calà, Calapso, Riello e Staldi 8 .
Come del resto è sempre stato nell’ordine naturale delle cose : la lotta fra vecchia generazione : Sacconi , Stalda e Riello e la nuova : Castaldi , Nestlere Staldi volgeva progressivamente a favore della seconda .
All’inizio del 1938 (15 - 25 gennaio) Castaldi ribadì la sua superiorità vincendo con largo margine il torneo magistrale di Savona .
Impeccabilmente organizzata dalla SSS sotto la direzione del M° Riello, la manifestazione si svolse nei locali del ridotto del Teatro Comunale “Gabriello Chiabrera” dove, all’epoca, aveva sede il circolo culturale"Casinò di Lettura”.

Il notevole interesse che essa suscitò in Città fece sperare a molti appassionati di poter assistere alla sua periodica prosecuzione .

Purtroppo i tempi si approssimavano a ben più tragiche prove.

Quasi trenta anni di intervallo avrebbero dovuto trascorrere prima di riuscire ad avere a Savona un altro torneo dello stesso livello.
Alle spalle di uno scatenato Castaldi : 1° con punti 9 su 10, si classificò 2° Sacconi con 6 ½ , 3° l’ex campione italiano Marotti p.ti 6 , 4°- 5°- 6° Riello, Staldi e Napolitano 5 ½ .

Un valido esempio del livello di gioco di questo torneo può venirci dalla partita Castaldi- Sacconi, qui sotto riportata con l' ampio, esauriente commento del nostro socio e caro amico CM Mauro Berni.

sacconi.jpg AntonioSacconi castaldi.jpg Vincenzo Castaldi

""""Dall’importante magistrale di Savona del gennaio 1938, un torneo sul quale varrebbe la pena di ritornare, riporto la partita tra il vincitore CASTALDI e SACCONI, secondo classificato, in cui i due seguono, per lunghi tratti e con alcune inversioni, la traccia di un’altra partita, giocata al C.I. di Firenze 1936.

Le note, nelle quali la pazienza della ricerca tenta di supplire alla differenza tecnica rispetto agli illustri contendenti, sono mie.

CASTALDI – SACCONI, Savona1938.

1.d4; d5; 2.Cf3,c6; 3.c4,e6; 4.e3, Cf6; 5.Ad3,Cbd7; 6. Cc3

In Castaldi- Sacconi, 8° C.I., Napoli 1937, il Bianco evita invece la variante di Merano, optando per 6.0-0.

Apro ora una parentesi. Rosino, nella storia scritta a quattro mani con Chicco, afferma, a pag. 329, che il torneo si risolve “ grazie alla vittoria, nel decisivo ultimo turno, di Castaldi su Sacconi”. In realtà la partita si gioca al quinto turno, in data 14 ottobre, come ho potuto appurare dai risultati forniti da Ferrantes nella sua rubrica sull’ “Illustrazione italiana”.

Credo di aver scoperto la curiosa genesi dell’errore di Rosino. La partita è pubblicata sull’ “Italia Saccchistica”, dicembre 1937, pp 217-218, con l’indicazione “ Napoli – ottobre XV”. XV si riferisce non al turno, ma all’anno dell’era fascista, tanto è vero che la stessa indicazione è usata per la successiva CASTALDI- TREICHLER, mentre per la STALDI- NESTLER, alle pp. 219- 220, si sceglie un più convenzionale Napoli, 17/10/1937.

Poiché l’anno del calendario alternativo mussoliniano inizia dal 29 ottobre, giorno successivo alla marcia su Roma, e il torneo di Napoli si svolge dal 10 al 24 ottobre 1937, si è proprio verso la fine dell’anno XV.

E’ superfluo, ma ugualmente doveroso, segnalare che qualche imprecisione od omissione, inevitabili per l’ampiezza del progetto, nulla tolgono al valore della storia di Chicco- Rosino, imprescindibile punto fermo per chi si occupi dello sviluppo scacchistico italiano.

6 ….., d:c4 ; 7. A:c4, b5;

Rimando, per la teoria dell’apertura, alla sterminata letteratura sulla difesa di Merano.

8.Ad3,a6; 9.e4,c5; 10.e5,c:d4, 11.C:b5, C:e5; 12C:e5,a:b5; 13.Df3,Ab4+

In CASTALDI- CALAMAI, torneo per corrispondenza dell’ “Italia Scacchistica” 1936, segue 13…. Da5+

14.Re2,b4; 15.Dc6+,Cd7; 16.Af4,Re7; 17.C:d7, A:d7; 18.Dd6+,Re8; 19.D:d4,Td8; 20.Thc1,Dd5; 21D:d5,e:d5; 22.Tc7,Ta8; 23.Tb7,Tc8; 24.Ad2,Ad6; 25.A:b4,A:b4; 26.T:b4,Re7; 27.Tb7,Rd6; 28. T:d7+,R:d7; 29.Af5+,Rd6; 30.A:c8,T:c8; 31.Rd3 e il bianco vince alla 44° mossa.

14.Re2,Dd5; 15.D:d5,C:d5; 16.A:b5+,Re7; 17.Cc6+,Rd6; 18.C:b4,C:b4; 19.Ad2,Cd5; 20.Thc1

In Castaldi- Sacconi, 7° C:I., Firenze 1936, segue:

20.a4,Ab7; 21.Thc1,Thc8; 22.Rd3,e5; 23.f3,f6; 24.T:c8,T:c8; 25.a5,Rc5; 26.Ac4,Cb4+; 27.A:b4+,R:b4; 28.a6,Ac6; 29.a7,Ta8; 30.Ta6,Ad7; 31.Ad5,Rb5; 32.Ab7,f5; 33.Td6,T:a7; 34.T:d7,Rb6; 35.Ac6,Ta2; 36.Ad5 (1-0).

20…… Ab7; 21.Rd3,e5; 22.f3,Thc8; 23.a4,…

Rientrando, per inversione, nella posizione della partita precedente.

23……f6; 24.T:c8,A:c8

Ecco il miglioramento. Poiché al tempo sono note le profonde capacità analitiche dei due avversari, si può pensare che le mosse successive siano le migliori, frutto del lavoro casalingo dopo la partita di Firenze. Sicuramente sembrano rispondere agli imperativi strategici per i due colori.

25.b4,Af5+;26.Re2,Tc8; 27.Aa6,Tc2; 28.Re1,Tb2; 29.b5,Cc3; 30.Ab7,..

Io vado ancora all’antica, senza motori, e quindi mi appello agli analisti al silicio per una valutazione della posizione dopo 30.Ab7, a mio parere punto cruciale della partita.

30….. Cb1

Credo proprio che questa sia l’errore decisivo, ma non è certo facile prevedere la risposta del Bianco.

31.a5

Bellissima e sicuramente inaspettata per Sacconi; la classica mossa da gratificare con due punti esclamativi.

31…. C:d2

Se 31…T:d2; 32.a6,Ad3 ( con la minaccia … Te2+; se 32…. Tb2 si rientra nel testo della partita; altre mosse mi sembrano inferiori); 33.T:b1 e ora se 33….A:b1; 34.a7,Ta2; 35.Aa6 e vince; se invece 33…. Ta2; 34.Tb2 e vince in poche mosse poiché a 34…… T:b2 segue 35.a7,Ta2; 36.Aa6.

32.a6,Cb1

La variante che giustifica il tutto è 32….Cc4; 33.a7,Cb6; 34.Ta6,Rc7; 35.T:b6,Ta2; 36.Ta6 e vince.

33.a7,d3; 34.a8=D,d2+; 35.Re2,Cc3+; 36.Rf1

Meglio evitare 36.Re3,d1=C+;37.T:d1,C:d1≠

36…. D1=D+; 37.T:d1+,C:d1; 38.Da3+,Rc7; 39.Ae4,A:e4; 40.f:e4,T:b5; 41.Dc1+,Rd7; 42.D:d1+ e il Nero abbandona, a quanto pare dopo alcune mosse che la cronaca dell’epoca non riporta (1-0).

clic per vedere la partita

A questo punto dovrebbe terminare la disputa sulla variante. Al torneo internazionale di Milano del 1938 Castaldi apre di Re e Sacconi risponde, come d’abitudine, con la Francese.

Poi, durante il campionato italiano di Roma 1939, accade il fattaccio. A quanto si narra, Sacconi schiaffeggia un gerarca e la direzione dell’O.N.D. (Opera Nazionale Dopolavoro), nell’ambito della quale è stata inquadrata l’A.S.I. (Associazione Scacchistica Italiana) il 29 ottobre 1939 ( vedi sopra per il significato simbolico della data; il fascismo ha il culto degli anniversari), lo esclude da ogni attività.

Forse, se non fosse conte e figlio di un celebre architetto ”ufficiale” dell’Italia a cavallo tra Ottocento e Novecento, gli andrebbe di peggio. Riprende le competizioni alla caduta del fascismo. A Roma , nel 1946, vince il 1° Campionato Italiano Magistrale , lasciando Castaldi molto indietro nella graduatoria . Castaldi gioca con Sacconi al campionato italiano di Firenze 1948, ma di queste partite non so nulla. Però, Sacconi avrà mai giocato col Bianco contro Castaldi?

Ho trovato la partita di Savona 1938 sul numero di febbraio 1970 di “Scacco”, pag 35, senza note, in coda al necrologio di Castaldi.

Sarei curioso di sapere se la partita sia stata pubblicata sull’”Italia Scacchistica” , che allora riportava quasi esclusivamente partite commentate; l’ipotesi mi pare plausibile per diversi motivi, ma non si può mai dire.

Ho reperito le altre tre Castaldi- Sacconi citate nel testo nella rubrica di Ferrantes sull’”Illustrazione Italiana”, ma almeno quella di Napoli è apparsa sull’”Italia Scacchistica”, con le note dello stesso Castaldi.

Ho tratto la partita Castaldi- Calamai dal sito www.linuxinterflorence.net, sezione “Collectable chess games” ma quasi sicuramente è apparsa all’epoca sull’”Italia Scacchistica"""".

Il 9° Campionato Italiano 1938 preannunciato a Roma non ebbe luogo.
Nel 1939, a Roma, venne organizzato l’ultimo campionato prima della guerra.
Il 9° Campionato Italiano (23 marzo - 7 aprile 1939) vide per la terza volta
vincitore Monticelli con punti 11 su 14, 2° Castaldi punti 9 ½, 3°- 4° Napolitano , Paoli 8 ½ , Riello fu 14° con punti 5.

All’unico campionato durante la guerra (10° Campionato Italiano - Firenze, 10-20 Giugno 1943)vinto da Nestler punti 8 ½ su 9, 2° Napolitano p.ti 7 ½ , 3° Paoli p.ti 5 , Riello non prese parte.
Questo fu l’ultimo torneo nazionale per diversi anni.
Lutti, distruzioni, persecuzioni, esodi e una crescente carestia costrinsero ben presto l’intero Paese a lottare duramente per la propria sopravvivenza.
“La lunga notte del 1943 “ era incominciata.



Ricostituzione.

A Savona la vita scacchistica non cessò del tutto nemmeno durante la guerra e l´ occupazione nazista.

Tuttavia essa si andò progressivamente affievolendo sia per effetto delle distruzioni , la loro continua minaccia aveva fatto allontanare centinaia di famiglie nelle campagne, il più lontano possibile dalla città, sia per l´assenza dei giovani e anche dei meno giovani dispersi sui diversi fronti di guerra, ristretti negli opposti campi di concentramento o in armi sulle montagne.
Nell´ autunno del 1944, l´anziano benemerito socio  Umberto Milani ritenne opportuno mettere rimedio alle sempre più frequenti depredazioni "sfollando" il superstite materiale del Circolo in luogo sicuro in attesa di tempi migliori.

Basti dire che, con la ripresa della normalità nella primavera del 1945, del nuovo materiale acquistato per il torneo del 1938 era residuato il 50 % delle nuove pesantissime scacchiere fatte costruire allora (6 su 12), il 40 % c.a degli orologi da torneo (5 su 12) e il 65 % dei giochi di scacchi (8 su 12) .

Pur essendo di ottimo legno di bosso questi ultimi avevano incontrato minor favore presso i trafugatori forse per la loro foggia vagamente "metafisica".

Il modello "Italia" non ha mai incontrato un gran favore nella gente !

Quando nel 1951 chi scrive iniziò a frequentare il Circolo, gli scacchi "Italia" erano accuratamente evitati da tutti.

Venivano tolti dall´armadietto con estrema riluttanza soltanto quando gli Staunton erano già tutti accaparrati.

Tornato nel Circolo nel 1975, dopo dieci anni di assenza, di essituttavia non restava traccia.

Attualmente (2007) unica superstite : una scacchiera.

Giunta alfine la tanto attesa luminosa primavera dipace e di libertà, sotto il bel sole del 25 aprile 1945 iniziò per tutti il duro periodo della ricostruzione non soltanto materiale.

Anche la Società Scacchistica Savonese non sfuggì alla comune esigenza di ripresa e rinnovamento.
Il verbale dell´assemblea costitutiva tenutasi l´anno dopo, recita testualmente :

"" L´anno 1946, il giorno 8 del mese di maggio, alle ore 15, in Savona e nei Locali del Bar Baila in Corso Italia 14 R; Premesso che il 25 aprile 1946 un gruppo di amatori ha dato incarico ad un Comitato Provvisorio composto dai Sigg. Ing. Cesare Damele, Presidente , Dott. Lino Bossi, Vice Presidente e Dott. Giovanni Fontana, Segretario, affinché predisponesse il lavoro preparatorio onde addivenire alla ricostituzione della Società Scacchistica Savonese e alla organizzazione del Primo Torneo scacchistico Sociale ; che in esecuzione dell´incarico ricevuto il Comitato Provvisorio ha provveduto a redigere lo schema dello Statuto Sociale e del Torneo d´apertura, e ha convocato per oggi l’assemblea costitutiva previo avviso personale ai promotori e simpatizzanti e l´inserzione sul giornale "L´Unità" del 4 maggio c.

Si sono riuniti : I Sigg. Riello Michele, Arrigoni Fabrizio, Baila Attilio, Baila Nino, Bossi Lino, Cantoni Ugo, Damele Cesare, Fontana Giovanni, Gai Antonio, Milani Umberto, Minuto Giovanni, Musso Giacomo, Rossi Carlo, Piantelli Armando, Panconi Umberto, Cerroni Arnaldo; sono assenti giustificati signori Fossarelli Armando rappresentato con delega anche per il voto dal Socio Bossi Lino e Marchetti Attilio , rappresentato come sopra dal Socio Fontana Giovanni per la discussione del seguente Ordine del giorno :

1)Approvazione dello Statuto,

2)Elezione cariche sociali,

3)Organizzazione Torneo di apertura.

Per non annoiare , riteniamo opportuno saltare i resoconti della lunghe procedure di approvazione dello statuto e del torneo contenuti nel documento per passare subito all´unica decisione che ancor oggi forse può interessare .

La composizione del primo Consiglio Direttivo del dopoguerra fu la seguente:

Presidente : Cesare Damele,

VicePresidente : Lino Bossi,

Consiglieri : Giacomo Musso, Umberto Milani, Attilio Baila, Giovanni Fontana.

Revisori : Umberto Panconi, Fabrizio Arrigoni.

L´operazione di revisione e adeguamento del nostro atto costitutivo alla nuova normativa CONI - FSI prescritta nel corso dell´anno 2005, ci ha permesso di ammirarne l´ancora intatta efficacia e rispondenza alle attuali nuove esigenze.

In altre parole la sua modernità.

Dopo quasi sessanta anni di onesto e giudizioso servizio , ben poche emarginali modifiche sono state necessarie per rimetterlo a pari con i nuovi tempi.

Implicito è l´elogio agli estensori.

Ripresa.
La prima presidenza Damele ebbe breve durata.

Nel 1947 esigenze di lavoro lo portarono in Somalia dove si trattenne diversi anni.
Lo surrogò il Vice Presidente Lino Bossi , magistrato , Presidente di Sezione presso la Corte d´ Appello di Genova, che resse la SSS. per tutto il periodo della sua assenza.

Buon giocatore di 1°categoria (all´epoca la FSI riconosceva le seguenti categorie :
inclassificato, 3° cat. sociale, 2° cat. soc., 1° cat. soc., categ. regionale, categ. nazionale, maestro), egli curava scrupolosamente l´ effettuazione degli annuali tornei di promozione all´interno del circolo (durante la sua gestione, chi scrive giunse alla categoria regionale nel periodo 1951/54), non attribuiva peraltro alcuna importanza allo sviluppo di collegamenti con altri circoli .

"Gli scacchi sono un gioco eminentemente individuale" egli sosteneva "I rapporti con l´esterno
è opportuno avvengano esclusivamente a seguito di iniziative personali : vedi Riello".

Il quale nell´ 11° Campionato Italiano (Roma, 9 - 23 Aprile 1947) superato il proprio girone eliminatorio, quindi la semifinale, nella finale si classificò 5° su 6, con punti 1.
Castaldi e Staldi furono primi a pari merito con punti 4 .

Il match di spareggio non venne disputato.

Il titolo restò attribuito a entrambi.

Dal 22 al 29 giugno dello stesso anno si disputò il 1° Torneo Magistrale di Reggio Emilia.

Riello ottenne un ottimo 3° posto con punti 7 1/2 su 11 alle spalle del fortissimo Esteban Canal, primo con punti 9 1/2 e dell'inossidabile Max Romi, secondo con punti 8 1/2.

Nell'estate a La Spezia si disputò un Torneo Ligure a Squadre con il seguente risultato:

1° class. Soc. Scacch. Savonese 3/3, 2° class. La Spezia 1 1/2/3, 3° class. Genova -Pegli 1 1/2/3 e 4° class. Chiavari 0/3.

Riello, infine, al Torneo Magistrale di Venezia ( 29 settembre - 12 ottobre 1947) concluse con un ottimo 5° posto una stagione di apprezzabili prestazioni.

A Torino il 9.11.47 incontro a Squadre Piemonte- Liguria, con la partecipazione di alcuni soci S.S.S. : risultato Piemonte 7- Liguria 9, l'incontro di ritorno a Genova il 7.12.47 si concluse con Liguria 10- Piemonte 6.

Nel 12° Campionato Italiano (Firenze, 6 15 maggio 1948), ben 52 i partecipanti, sistema svizzero disputato su 10 turni , la vittoria andò a Castaldi a pari merito con Primavera con punti 8, 3°Napolitano con p.ti 7 ½ .
Riello terminò 10°-15°con p.ti 6 assieme a Calà, Ceccato, Cenni, Nestler e Siveri.

Il piccolo match di spareggio per l´assegnazione del titolo, disputato subito dopo il torneo terminò col seguente risultato : Castaldi 2 ½ - Primavera ½ .

Castaldi fu Campione d´Italia per la quarta volta.

Per il rappresentante della SSS, Firenze 1948 fu l´ultima sua presenza nella massima competizione nazionale.
Com´è noto gli scacchi non sono soltanto esasperata competizione o passatempo ricreativo.
Secondo chi scrive , la composizione , vale a dire l`ideazione di studi , problemi sia diretti che inversi e problemi di analisi retrograda si colloca sul piano più alto dell´ impegno intellettuale e speculativo nel nostro gioco.

Non essendo collegata ad alcuna esigenza immediata di sopraffazione dell´avversario essa può essere fonte di purissima soddisfazione per l´autore e per l´onesto solutore.

Valga l´esempio del seguente Studio di Richard Reti :

retistudio.jpg

B. Rf3, Tc3, Cc5, pp. e2, f5 ; N. Ra5, Cc1, pp. b5, d2, f7 . Il Bianco muove e vince.
Un altro aspetto molto importante dell´attività scacchistica è lo studio analitico delle varie fasi della partita e delle loro interconnessioni.

La riflessione strategico/ tattica sulle numerose aperture e difese del gioco, del medio gioco e del finale ormai da secoli continua a dar luogo a una sterminata bibliografia.

Un´attività che, in un paese scacchisticamente sordastro come il nostro , riesce purtroppo molto raramente a valicare i confini del puro interesse settoriale.

Chi ha presente quanto è accaduto nel mondo editoriale in occasione del recente ritrovamento (2006) del volumetto di Luca Pacioli può avere un´idea dei limiti angusti in cui è confinato l´intero movimento scacchistico nel nostro Paese.

La conservazione dell´enorme mole di esperienze e di studi su carta stampata, recentemente anche su CD e Database non è fine a se stessa.

Essa non giova tanto ai giocatori di torneo sempre protesi alla conquista del successo immediato, quanto agli studi dei non pochi giocatori per corrispondenza.

Il gioco a distanza è molto antico.

Il giocatore per corrispondenza gode di tempi assai più lunghi di quelli concessi al giocatore di torneo .

Ciò gli consente agio nella ricerca, nell´approfondimento e per la meditazione.

Chi pratica questa attività è obbligato a riconsiderare criticamente l´operato di grandi campioni , anche dei piccoli e, naturalmente, anche il proprio, per tentare di scoprire eventuali divergenze fra l´applicazione pratica e la teoria generale del gioco.

Tutto, teoria e pratica allora vengono messe in discussione alla luce della capacità di approfondimento del singolo.
Da questa indagine minuziosa non sempre si raccoglie frutto, molto dipende da chi la compie , come si compie e su quale materia si esegue.

I grandi maestri a tavolino sanno quanto sia importante meditare prima di agire .

Essi devono sempre sottoporre ad autocritica il loro operato prima dell´inizio di ogni partita se vogliono essere in possesso del massimo delleloro possibilità.

Tuttavia questa universale operazione di spigolatura finisce lo stesso col produrre effetti.

Qualche chicco si trova sempre.

La scoperta, grande o piccola potrà servire a rivitalizzare un procedimento o una variante .

Non senza aver messo prima a mal partito un avversario si provvederà poi a darne notizia attraverso la stampa specializzata : Fernschach , Chess Mail , Chess Informant , Telescacco ecc.

Questa continua, minuziosa operazione di riciclaggio e di correzione contribuisce al corretto sviluppo del gioco anche ai più alti livelli.

Prima di concludere questa lunga apologia del gioco per corrispondenza che non poche soddisfazioni ha dato alla nostra Società, come sarà dato di vedere più avanti , forse gioverà parlare un poco del personal computer .

E´ opinioni di chi scrive che, nei procedimenti mentali descritti sopra , esso sia più di ostacolo che di giovamento.
Con l´avvento dell´informatica il gioco per corrispondenza sta evolvendo verso una dimensione più elevata :

la tattica dovrà essere sempre più al servizio della strategia, tuttavia secondo chi scrive il definitivo tramonto dell´epoca in cui si vinceva anche per un errore di calcolo dell´avversario non significa certamente l´inizio della fine di questo importante ramo degli scacchi.



Rinnovamento.
All´ inizio dell´anno 1952 giunse a Savona dalla natia Catania Corrado Schembri .
Attempato signore di ottime maniere, riservato ma affabile con tutti, non fece grande fatica a ottenere sempre maggiore simpatia da parte dei sospettosissimi liguri soci del Circolo. Quando poi in una serie di incontri serali riuscì più volte a mettere in serie difficoltà l´idolo locale e a vincergli anche una partita, gli giunse in breve tempo l´incondizionata , rispettosa accettazione da parte di tutti.
Ragioniere, ottimo organizzatore e suscitatore di iniziative ed entusiasmi, convinto sostenitore della necessità di far uscire il Circolo dal guscio, avrebbe dovuto aspettare l´ormai prossimo ritorno di Damele in Italia per trovare la persona sintonizzata sulla sua stessa lunghezza d´onda disposta ad ascoltarlo.
Frattanto un altro notevolissimo personaggio aveva preso a frequentare il sempre più vivace ambiente della SSS : il dr. Giuseppe Lucidi .

Romano, medico condotto in Porto Maurizio, spirito estroverso, simpatico e comunicativo, talvolta irridente e sarcastico , dotato di una grande cultura umanistica e scacchistica, attento osservatore di tutto ciò che riguardava non soltanto il mondo degli scacchi, giungeva a Savona con le sue partite immancabilmente nel primo pomeriggio di ogni domenica , ripartendone talvolta in tarda serata con l´ultimo treno.

Ottenuta la possibilità di disputare la finale del V Campionato Italiano per corrispondenza, aveva preso a frequentare la S.S.S. di cui era divenuto socio per avere la possibilità di analizzare le sue posizioni col sempre disponibile grande amico Michele Riello.
Le lunghissime sedute di studio raccoglievano nell´angolo più appartato del Circolo , oltre ai due protagonisti, un gruppetto di habituès più o meno competenti e attenti.

Ammessi suggerimenti, osservazioni, critiche e, talvolta anche spostamenti di pezzi sulla scacchiera, possibilmente fondati però, onde evitare la sempre in agguato pungente ironia dei due soli manovratori autorizzati .
Completamente refrattaria la maggioranza degli altri .

Una o due battute scherzose e via, lontani da un`occupazione simile più al solito lavoro di ufficio di tutti i giorni che a un piacevole passatempo.
Tuttavia in un periodo particolarmente avaro di pubblicazioni e di notizie le conversazioni attorno a quel tavolo assumevano l´aspetto di vere e proprie illuminanti lezioni per l´inesperto desideroso di approfondire la conoscenza della materia.
Dall´esame di una posizione o di una variante si traeva spunto per digressioni nei lontani territori del problema, dello studio, dell´arte
figurativa con riferimento scacchistico , della musica , della biblografia e anche della paleobiblografia.
Nessun argomento o personaggio restava escluso : dal "Bonus Socius" al manoscritto di Gottinga, dalle opere di Lucena a quelle dell´Anonimo Modenese, da Grigorjev a Stocchi, daTroitzkij a Loyd, dall´amatissimo, citatissimo Reti a Wotawa , da Stamma a Salvioli per non parlare dei maggiori giocatori da Greco, Ruy Lopez fino a Botvinnik.
Il definitivo ritorno in Italia dell´ing. Damele verso la metà del 1953 provocò la scintilla necessaria per unire le latenti capacità organizzative presenti nel Circolo (Schembri) al notevole arricchimento tecnico/culturale (Lucidi/Riello) di molti soci .
Tornato Damele presidente della SSS, il passaggio delle consegne da parte di Bossi fu rapidissimo, eletto Schembri vice presidente vi fu una grande impennata dell´attività esterna e anche del numero dei soci.
La SSS , grazie al nuovo direttivo, in breve tempo tornò a occupare la ragguardevole posizione già occupata in precedenza all´interno del movimento Ligure degli scacchi.

Nell'autunno 1953 a Imperia incontro amichevole a Squadre Costa Azzurra- Riviera dei Fiori organizzato dai Circoli di Nizza, Monte Carlo, Mentone, Imperia e Savona.
Chi scrive conserva memoria del fatto e del gran numero dei partecipanti, non già purtroppo della data precisa in cui avvenne e del risultato. Nell'anno successivo a Nizza vi fu l'incontro di ritorno.Dopo qualche anno l'incontro fu replicato ad Imperia.Non so se avvenne la restituzione della visita in Francia da parte degli italiani.Sarebbe molto bello poter documentare in modo completo questi avvenimenti, grazie alla benemerita collaborazione di qualche lettore di queste note.

Fuori .

Il ritorno alla democrazia: alla piena libertà individuale, di espressione, di associazione, di movimento da parte di tutti , non aveva tardato a far sentire benefici effetti in ogni campo e a ogni livello di attività pubblica e privata .
L’annullamento di ogni tipo di imposizione di carattere politico/ideologico così indispensabile all’esistenza del precedente regime, l’abolizione di tutte le misure di controllo più o meno occulto sui comportamenti e sul pensiero, la progressiva scomparsa fra la gente del clima di sospetto e di diffidenza con la ripresa di normali rapporti con gli Stati confinanti, molto importante in una regione di confine qual’è la nostra, non poteva che avere una salutare ripercussione anche su una attività come il gioco degli scacchi: un’ attività essenzialmente basata sul confidenziale rapporto interpersonale e sulla reciproca stima al di sopra di ogni categoria sociale.

La riapertura di tutte le frontiere, particolarmente con Francia e Svizzera ma anche con Austria e Germania, anche se ancora lontana a quella completa della “Belle Epoque”,( per es. il confine orientale restò a lungo di difficile attraversamento ) , fece nascere in molti scacchisti dell’una e dell’altra parte il desiderio di conoscersi, di frequentarsi e di confrontarsi attraverso la fascinosa tavola dalle sessantaquattro caselle. Fu un breve periodo di visite reciproche fra circoli, fra gruppi di circoli associati, di tornei internazionali a squadre molto fecondo .
Caduta temporaneamente in ombra la “Dominante” per l’esplosione di antiche insofferenze all’interno dello storico Circolo Scacchistico L. Centurini, nel primo dopoguerra toccò alle Città di La Spezia e di Savona salire alla ribalta del movimento scacchistico Ligure .

Guidata dall’indimenticabile, attiva, onesta figura di buon pater familias di Arnaldo Pace la Sezione Scacchi del CRAL Dipendenti Marina di La Spezia divenne in poco tempo polo di attrazione per molti appassionati non solo in città e promotrice di manifestazioni di sempre maggior respiro, prima in campo regionale poi nazionale. Il formidabile binomio Cesare Damele - Corrado Schembri sviluppò l’attività della Società Scacchistica Savonese su tre piani : interno con tornei individuali e a squadre, esterno con incontri a squadre, in un primo tempo amichevoli poi anche di campionato e internazionale allacciando rapporti con i circoli di Mentone, del Principato di Monaco e di Nizza. Con i buoni uffici del Dr. Giuseppe Lucidi e del M.° Federico Norcia, essi contribuirono inoltre ,avvalendosi della collaborazione di chi scrive , allo sviluppo del nascente C. S. Imperiese impigliato nella troppo rigida rete di norme della FSI. che ostacolava il suo ulteriore sviluppo in campo regionale e poi nazionale.
Nel 1954 per la festività patronale di S. Giuseppe, Arnaldo Pace organizzò a La Spezia il 1° Campionato Ligure a Squadre .
Nella splendida Sala Dante in Piazza G. Verdi, nei giorni 19-20-21 marzo, si affrontarono con squadre di dieci giocatori il C. S. Amatori Scacchi Genova , il CRDM La Spezia , il C.S. G.B. Valle La Spezia e la SSS. L’esito finale fu: 1°class. C.S. Amatori Scacchi Genova p.ti 5 su 6 ,2° CRDM . La Spezia p.ti 4 3° SSS. P.ti 3 4° C.S. G.B. Valle p.ti 0.

In giugno la SSS. ricevette la gradita visita di una squadra della Schachgesellschaft Eckbauer 1827 di Berlino, in tournée in Italia. Un complesso molto forte guidato dal MI. Heinz Lehman . Risultato a favore dei Berlinesi per 6 a 2.In autunno si disputò la fase eliminatoria della Coppa Italia 1954-55, organizzata dalla Società Scacchistica Milanese. Per gli ottavi di finale da disputarsi a Milano, nel raggruppamento Ligure- Toscano si classificarono lo Spezzino Tornabuoni e i Savonesi Damele e Piccardo.

Tre oscuri giocatori di categoria regionale alla ribalta nazionale !
Il 12 dicembre 54, a Savona, incontro a amichevole a squadre su dieci scacchiere fra le “Cèrcle des Echecs” di Montecarlo e la SSS.
Risultato a favore dei Savonesi: 8 a 2.
Notevole l’attività interna . Dal 16 maggio al 17 giugno torneo di promozione regionale con vittoria di Giacomo Musso, 2°-3° Cesare Damele e Vittorio Piccardo.
In dicembre si disputò un originale torneo interno a squadre di quattro giocatori .
Vittoria della squadra Schembri, 2° squadra Damele, 3° squadra Riello, 4° squadra Piccardo.
L’ottima amministrazione Schembri, la sua capacità di suscitare entusiasmi anche nei più refrattari portò in breve tempo a oltre settanta il numero dei soci mentre l’azione di Damele rivolta principalmente verso l’esterno procurava sempre nuove occasioni di incontro.

Un breve felice periodo di grandi entusiasmi .



Cesare Damele

............................................... Damele.JPG Cesare Damele

Nato a Stella (SV) il 6 ottobre 1915 , deceduto a Genova il 31 maggio 2004, è stato Presidente della Società Scacchistica Savonese per più di un trentennio.

Plurilaureato : Matematica, ingegneria e farmaceutica .

Dal 1958 consigliere , poi dal 1965 fino al 1970 vice-presidente della Federazione Scacchistica Italiana (FSI) , presidente Dal Verme.


Sindaco della Città di Varazze dal 15.02.58 al 26.11.60. Maestro FSI (Imperia 1964).

Profondo, appassionato conoscitore del gioco in tutte le sue estrinsecazioni, ottimo giocatore a tavolino e per corrispondenza e, almeno nella prima parte del suo incarico, promotore di efficaci iniziative organizzative talvolta innovative sia a livello locale che nazionale.

Entrato giovanissimo nella S.S.S., allievo riconosciuto del M° Riello fu per lunghi periodi di tempo lontano dalla Città di Savona. Con l’andare del tempo, anche nel periodo della sua presidenza , le sue visite al circolo diventarono sempre meno frequenti, ben lo sa chi scrive : suo vice-presidente per oltre sei anni.

Forse per questa ragione il suo pensiero e il suo stile non ebbero la forza di
far prevalere nuove tendenze teoriche all’interno del circolo .

Le soluzioni e le impostazioni indicate da Riello continuarono a restare valide per tutti, anche se in certi casi esse apparivano ormai un poco superate, soprattutto ai più giovani.
Grande estimatore di Paul Keres , Reuben Fine e Max Euwe, aveva tutti i loro libri in lingua inglese e anche in tedesco. In realtà, nel profondo, era un convinto seguace della scuola ipermoderna . Ernest Gruenfeld e Richard Reti , stranamente non Aaron Nimzowitsch, erano i suoi autori preferiti : gli ideatori degli impianti che più lo convincevano.

Alla difesa Indiana Gruenfeld restò fedele tutta la vita.

Informatissimo, oltre che “L’Italia Scacchistica”, riceveva dalla Gran Bretagna la rivista “Chess” e dalla Germania lo “Scach-Archiv” di Max Euwe, antenato del tuttora vivo e vegeto Informatore Scacchistico, questo ormai giunto al bel numero di 100 (non poco, considerato che si tratta di una pubblicazione periodica semestrale).

Di quel tempo, anche chi scrive conserva ancora tre classificatori colmi delle paginette forate , da ordinare secondo un piano di classificazione piuttosto complicato, spedite ogni mese in gonfie buste da Amburgo.

Negli anni cinquanta lo Schach-Archiv, redatto dall’ex Campione del Mondo con la collaborazione di maestri internazionali olandesi e tedeschi, fu per un lungo periodo il migliore strumento disponibile per chi desiderava essere “à la page” nei tornei, non solo in relazione alla teoria/pratica delle aperture ma anche per lo studio del medio gioco e dei finali.

Ecco un esempio dello suo stile pragmatico e preciso :

Bianco :Damele -
Nero: Malcanek Difesa Siciliana [B 32 ]

Torneo di Capodanno, Reggio Emilia 1964 - 65.

1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 c5xd4 4. Cf3xd4 e5 5.Cb5 a6 6.Cd6 + Af8xCd6 7.Dd1xAd6 Df6 8. Dd1 Cge7 9.Ae3 d6 .10. Cc3 0-0 11.Ae2 Dg6 12. Dd2 f5 13. 0-0-0- f5xe4 14. Dd2xd6 Dg6xDd6 15. Td1xDd6 Cf5 16.Ac4+ Rh8 17. Td2 Cf5xAe3 18. f2xCe3 Af5 19. Tf1 Ag6 20. Tdf2 Tf8xTf2 21.Tf1xTf2 Ce7 22.g4 h6 23.h4 b5 24.Ad5 Ce7xAd5 25. Cc3xCd5 h5 26. Ce7 Rh7 27. g5 Te8 28.Cc6 Te6 29.Cb8 Ae8 30.Tf8 a5 31. Ca6 Ac6 32. Cc5 Te7 33. Tc8 Ad5 34. Td8 Ac6 35. Td6 Ae8 36. Cc5xe4 Ag6 37.Cc5 Tf7
38. Cd7 Tf2 39. Cxe5 Tf2xc2 + 40. Rd1 Af5 41. g6+ Af5xg6 42. Ce5xAg6 Tc2xb2 43.Cf4 Tb2xa2 44.
Td5 b4 45 Td5xh5 + Rg8 46. Tb5.

Il Nero abbandona 1-0 .


Successi.
Un inizio 1955 fulminante.

Negli ottavi di finale della Coppa Italia disputati il 27 febbraio 1955 a Milano presso la Soc. Scacchistica Milanese, i favoriti maestri Porreca, Del Vecchio, Napolitano, Nestler , il CM Malvano e la 1NTagliabue , opposti ad avversari meno quotati , finirono col prevalere più o meno facilmente. Due furono i risultati che non rispettarono le previsioni .La sorpresa venne dalla coppia di outsiders savonesi Damele - Piccardo . Cesare Damele superò uno dei più forti giocatori milanesi : il M° Ferruccio Castiglioni e, fra lo stupore generale, Vittorio Piccardo eliminò in due partite (½-½ - 0-1) il MI Enrico Paoli.

Organizzato dal “Cèrcle des Echecs “ di Montecarlo nel sontuoso “Hotel des Anglais” di Mentone, nei giorni 5 e 6 marzo, torneo triangolare a squadre Montecarlo - Nizza - Savona. Nizza e Savona prime ex aequo p.ti 12 , terza Montecarlo p.ti 6 . Vittoria all’ Echiquier Nicois per spareggio tecnico.

A La Spezia , Sala Dante, dal 18 al 20 marzo nel 2° Campionato ligure a
Squadre , prestigiosa vittoria seppur di misura della formazione savonese.

1° class. Soc. Scacchistica Savonese p.ti 12 (19 ½)
2° “ CRAL Marina La Spezia “ 12 (18)
3° “ Genova (Amatori) “ 5 (16)
4° “ C.S. G..B. Valle La Spezia “ 2 (13)
5° “ Genova (De Barbieri) “ 1 (13 ½).

successi.JPG

La Spezia . Sala Dante 20 marzo 1955 . La squadra della S.S.S., da sinistra : Fontana, Lardel, Lucidi, Schembri, Cantoni, M° Giuseppe Primavera(Direttore del torneo), Piccardo, Riello , La Rosa, Sfondrati, Musso, Damele.

Sorteggio sfavorevole per i savonesi nei quarti di finale della Coppa Italia 1954/55.

Costretti a battersi fra loro , Damele e Piccardo disputarono il loro incontro nella sede della SSS. a Savona : ebbe la meglio Damele.

Piccardo - Damele 0-1.

Nelle semifinali, disputate a Milano il 17 aprile riuscirono vincitori Nestler e
Napolitano ( Damele - Nestler 0 - 1 ; Porreca - Napolitano 0 -1).

La finale fra i maestri Napolitano e Nestler disputata a Milano il 16 e il 17maggio, vide il successo finale (½ - ½ - 0 - 1) del campione italiano in carica Vincenzo Nestler.

Molto lodato il comportamento di Damele dalla rivista “L’Italia Scacchistica” in essa , fra l’altro, si diceva: ”…pur appartenendo a una categoria inferiore egli è riuscito a raggiungere la semifinale tenendo testa vigorosamente in questa sua ultima prova al campione d’Italia.”

Per la Società Scacchistica Savonese anche l’anno 1956 non fu da meno.

Dal 15 aprile al 20 maggio 1956 , nella sede della SSS., si svolse il 2° Torneo E.Balbontin.

Furono invitati a partecipare i maestri Romi, Norcia e Riello e alcuni promettenti elementi scelti fra i circoli di Genova , Imperia e Savona.

Brillante vincitore il regionale(futuro maestro) Mario Grassi, p.ti 6 ½, 2° class. M° Michele Riello p.ti 6, 3° Vittorio Piccardo p.ti 5 ½, 4°/5°i maestri Max Romi e Federico Norcia p.ti 5 , 6° Cesare Damele p.ti 3, 7° Corrado Schembri p.ti 2 ½ , 8° Giuseppe Lucidi p.ti 2 , 9° Amedeo Auletta p.ti 1.

Nel Torneo Nazionale di promozione (24 partecipanti) svoltosi dal 17 al 25
novembre 1956 a Santa Margherita Ligure, limpida vittoria del triestino Bozidar Filipovic, ottimo secondo posto ex-aequo di Cesare Damele e discreto quinto posto ex-aequo di Vittorio Piccardo.

Filipovic dotato di uno stile di gioco nettamente superiore a quello degli avversari nella prima fase del torneo accumulò un vantaggio incolmabile.

Tuttavia, posto di fronte ai due soliti guastafeste savonesi fu costretto a rallentare sensibilmente il passo : Damele - Filipovic 1-0, Piccardo-Filipovic ½ -½.

Dopo nove giorni di lotta l’ elenco dei promossi risultò il seguente :

1° class. Filipovic (TR) p.ti 7 ½ Candidato Maestro,

2° “ Damele (SV) “ 6

3° “ Tamburini (BO) “ 6 “ “

4° “ Teani (MC) “ 6

“5° “ Broglia (PV) “ 5 ½ 1 Categ. Nazionale

6° “ Giaume (SP) “ 5 ½ “ “ “

7° “ Petrini (GE) “ 5 ½ “ “ “

8° “ Piccardo (SV) “ 5 ½ “ “ “
A degna chiusura di un altro vivace anno sociale, nel pomeriggio di domenica 4 dicembre 1956, l’ex Campione Italiano M° Federico Norcia dopo una applaudita conferenza sugli aspetti tecnici della sua recente partecipazione all’incontro internazionale a squadre Baviera-Alta Italia tenne una esibizione di partite simultanee su 14 scacchiere.

Internazionale inizio d’anno 1957(2 e 3 febbraio) a Imperia – Porto Maurizio, negli splendidi locali del Caffè Vittoria: Riviera di Ponente13 ½ - Costa Azzurra 6 ½.

All’incontro amichevole a squadre parteciparono quattro soci della SSS: Riello, Damele, Piccardo , Lucidi.

Il torneo internazionale a squadre di Varazze (17 - 19 maggio 1957) fu un innegabile successo sul piano tecnico/propagandistico , molto meno invece dal punto di vista societario interno , come si tenterà di illustrare nel prossimo capitolo.

Vinse la squadra “Varazze” p.ti 2 ½ , 2° “Eckbauer Schachklub 1827“ Berlino p.ti 1 ½ , 3° “Soc. Scacchistica Milanese” p.ti 1 4°“Echiquier Nicois” Nizza p.ti 1. La squadra di Varazze , città in cui non esisteva circolo scacchistico era composta dal triestino Filipovic, dai genovesi Romi, Grassi e Vanni e dai savonesi Riello, Piccardo, Schembri , Cantoni.

La pregiudiziale esclusione dall’organico della squadra di molti soci per far posto a giocatori forestieri provocò un gran malumore acuito dalla considerazione che la manifestazione si avvaleva in buona misura del supporto tecnico della S.S.S.

Infatti il materiale necessario per la gara : scacchiere, giochi di scacchi, orologi da torneo e anche i formulari provenivano dal circolo di Savona .

Quando poi ci si accorse che sui manifesti usciti per l’occasione, la collaborazione della SSS., deliberatamente o meno, non veniva citata, si sollevò un’ondata di scontento.
Domenica 7 luglio 1957 a Genova , C. Scacch. L.Centurini l‘incontro amichevole a squadre Liguria - Piemonte si concluse 16 a 6 per la rappresentativa ligure.

Tutta la Liguria validamente rappresentata da La Spezia a Imperia, 5 i savonesi (Riello, Damele, Piccardo, Cantoni, Fontana).

L’incontro di ritorno fra Costa Azzurra e Riviera di Ponente enne disputato nei giorni 19-20 ottobre nel Café Cecile, all’epoca Sede del Circolo “L’Echiquier Nicois” con il seguente risultato : Costa A. 7 ½ - Riviera P. 10 ½.

Quattro i soci Della SSS presenti : Piccardo , La Rosa , Lucidi, Cantoni.

Dissensi.

Nei primi mesi del 1956, nonostante numerosi pareri negativi in seno al C.D. e al sentimento contrario di molti soci il presidente Damele aveva ritenuto opportuno procedere alla trasformazione dell’ormai antica denominazione del circolo in : “Circolo Scacchistico “E. Balbontin”.

L’ assemblea straordinaria dei soci prevista per una eventualità del genere dallo Statuto della Società Scacchistica Savonese non venne convocata .

Adducendo motivi di urgenza egli convinse il Consiglio Direttivo a discutere e approvare la variazione allo scopo di ottenere un finanziamento promesso dai Sigg. Balbontin, all’epoca titolari delle omonime Fonderie in Savona, per l’effettuazione del torneo di cui sopra si è detto..

L’operazione incontrò l’approvazione di coloro che, come si usa dire: “badavano al sodo”.

Secondo loro l’innegabile vantaggio sul piano pratico non doveva essere ostacolato da ridicoli sentimentalismi o da assurde remore formal/procedurali.

Tuttavia la sensibilità della maggior parte dei soci e di alcuni dei maggiori reggenti del circolo ne uscì scossa. Non vi furono palesi manifestazioni di disapprovazione.

Il malcontento si esaurì in ironici commenti e qualche risentito “mugugno” proferito sottovoce.

Quando però nel 1957 Damele, forte dell’appoggio della ricca Azienda Autonoma di Soggiorno di Varazze , decise in piena autonomia di procedere all’effettuazione del torneo internazionale a squadre di Varazze evitando ogni consultazione preventiva, alcuni membri del C.D. dichiararono di non di poter continuare ad avallare una linea di condotta che metteva in non cale l’etica statutaria e in ultima analisi finiva col ledere i diritti dei soci.

Furono preannunciate dimissioni.

Nel giro di pochi mesi uscirono dal C.D. il vice-presidente Dr. Lino Bossi e i consiglieri rag. Corrado Schembri e rag. Ezio Barisone .

Tre colonne portanti del circolo che lasciarono dietro di loro un gran vuoto. Molti soci alla fine dell‘anno non rinnovarono la propria adesione.

Il livello delle attività sociali iniziò a calare.

Per la Società Scacchistica Savonese, ridotta per volontà del suo presidente(fattosi riconfermare a inizio 1958) ormai a succursale e deposito materiali dell’inesistente circolo di Varazze iniziò un periodo di malinconica stagnazione.

Una situazione paradossale, della quale ingenuamente accettò di farsi carico chi scrive per oltre sei anni.

Vice-presidente eletto nella stessa assemblea generale dei soci (drasticamente calati) del gennaio 1958 fiducioso e ben disposto governò l’ordinaria amministrazione, mentre delle decisioni veramente importanti gli giungeva talvolta notizia dal Palazzo Comunale o dall‘Azienda di Autonoma di Varazze.

Non a caso si torna a parlare di Società Scacchistica Savonese.

Verso la fine dell’anno 1958 le Fonderie Balbontin cessarono di esistere, travolte dalla crisi che aveva colpito il settore siderurgico nazionale e, in modo particolarmente acuto quello della nostra Provincia.

Con uno dei suoi soliti disinvolti colpi di mano il Presidente Damele non tardò a proclamare la restaurazione dell’antica denominazione, essendo venute a cadere, a suo dire, le ragioni della precedente variazione.



Varazze .

Anche se Sindaco e Azienda Autonoma di Soggiorno di Varazze non ritennero opportuno menzionare il contributo dato dalla Società Scacchistica Savonese all’organizzazione del 1°Campionato Italiano dei giovani in Varazze dal 28 dicembre 1958 al 4 gennaio 1959 e poi a quelli successivi, resta il fatto che esso vi fu.

Si manifestò sotto forma di fornitura del materiale scacchistico necessario alla manifestazione formulari esclusi, questi furono inviati dalla FSI, e anche per la duplice valenza Sindaco/ Presidente SSS coesistente in Damele, in quel periodo.

Perciò chi scrive confida di non far torto ad alcuno attribuendo alla SSS la parte di merito che a essa compete nella realizzazione di questa importante iniziativa, ripetutasi poi consecutivamente per altri due anni in Varazze, sempre con la collaborazione del circolo savonese.

Prima manifestazione di questo tipo in Italia, per avviarla si pensò di ammettere giocatori fino ai 26 anni di età. Ne risultò perciò un torneo open di notevole spessore, con ben 22 partecipanti.

Primo Campione Italiano dei giovani 1958/59 fu il fiorentino MI Francesco Scafarelli con p.ti 8 su 9, 2° il MI Stefano Tatai p.ti 7, 3° il CM Lilio Teani p.ti 6. 4°/5° Primavera Roberto, Tamburini p.ti 5 1/2, 6°/12° Bacco, Cappello, Contedini, Dell'Accio, Laco, Pace Antonio, Piccardo.

campgio.JPG

Partecipanti: Stupari, Lertora (accosciati) in prima filaTraverso, Bacco, Schiappacasse, in seconda : Roberto Primavera, Signori, Monti, Chammah, Fiorini, Cappello, Antonio Pace, Laco, Piccardo, Poggi, in terza fila Garvani, Dell'Accio, Teani, Scafarelli, Tatai. Organizzatori : M° Ferrantes (arbitro), Ing. Damele, Arnaldo Pace .Visitatori : Giacomo Musso (ultimo a destra in prima fila), M° Romi, Petrini (entrambi nel vano della porta in alto, fra Teani e Scafarelli).

l 20° Campionato Italiano , Rimini 22 -30 agosto 1959, 32 giocatori, vide appaiati alla testa della classifica i MI Vincenzo Castaldi e Vincenzo Nestler con punti 9 su 11, per spareggio tecnico (Buholz) il titolo andò a Castaldi, 3°/4° i MI Alberto Giustolisi ed Enrico Paoli p.ti 7 ½.

Unico savonese presente, Cesare Damele si classificò 16° con p.ti 5 ½ .

Nel Torneo Sussidiario “A” del Festival di Imperia , 19- 27 settembre 1959, vittoria dell’australiano S. Walton p.ti 7 su 9 , 2° classificato il savonese V. Piccardo p. ti 6 ½ , 3°/4° il bernese W. Burki e il romano G. Majenza p.ti 5 ½.

Ormai a regime, il 2° Campionato Italiano dei giovani , disputato a Varazze dal 27 dicembre 1959 al 3 gennaio 1960, ammise soltanto giovani di età compresa fra i sedici e i venti anni.

Vinse il M° Antonio Rosino p.ti 7 ½ su 8, 2° classificato l’NC Enrico Dell’Olivo p.ti 5 ½ 3° la 1N Roberto Primavera p.ti 5.

Nel Torneo Sussidiario “A” del Festival di Imperia - 16 - 24 settembre 1960 primi a pari merito il milanese E. Contedini e lo jugoslavo B. Pavlovic p.ti 6 ½ su 9 . Per spareggio tecnico (Sonnerborn-Berger) la vittoria fu assegnata a Contedini, 3° classificato R. Calapso con p.ti 5 ½ , mediocre prestazione del savonese V. Piccardo terminato 4°/8° con p.ti 4 ½.

Il 3° Campionato Italiano dei giovani, ultimo in territorio varazzino, venne disputato dal 27 dicembre 1960 al 3 gennaio 1961 e terminò con tre giocatori pari merito : la 1N Paolo Monti, il M° Antonio Rosino e la 1N Andrea Rugiadini tutti con punti 5 ½ su 8.

Nella rivista mensile “L’Italia Scacchistica” n. 664 di febbraio 1961,all’epoca Organo Ufficiale della FSI. si afferma : “……fra i primi due(Momti e Rosino n.d.r.) è necessario un match per l’assegnazione del titolo.

Da una breve nota del Dizionario Enciclopedico degli Scacchi ( pag. 104 ) di Adriano Chicco e Porreca ( Ediz. Mursia) si apprende che : " Fra i primi due classificati si svolse un match vinto da Rosino per 2 a 1. Imprecisata data e luogo.

Per la SSS tre avvenimenti notevoli nel corso dell’anno 1962.
1°) L’ incontro amichevole a squadre fra la SSS e l’ Amatori Scacchi Genova (Genova, 3 marzo) con il risultato finale : SSS 8 - AmatoriScacchi 7.

Da segnalare la presenza nelle file savonesi del diciottenne neo socio CM Giulio Lombardini, reggiano di nascita, in quegli anni residente a Savona.
2°) Il ritorno alle gare individuali del M° Riello .

Nel Torneo Principale del 4° Festival di Imperia (22 - 30 settembre), forte torneo internazionale vinto dal cieco di guerra jugoslavo Baretic p.ti 7su 9, davanti ai compatrioti Todorcevic p.ti 6 ½ e Andelkovic p.ti 6 .

Riello si classificò 4°/5 ex aequo con Filipovic con p.ti 5 ½ .

Il commentatore de “L’Italia Scacchistica” scrisse :“ Filipovic e Riello assenti dalle gare da tre anni il primo, da circa dieci il secondo, hanno risentito della mancanza di esercizio” Un commento calzante forse per il giovane, forte maestro triestino, probabilmente un poco superficiale per l’ ormai anziano maestro savonese, prossimo alla settantina .3°) La decisione di alcuni fra i migliori giocatori della SSS. di accettare inviti a far parte di formazioni più quotate di altri circoli.

L'adozione di tale linea di condotta da parte di alcuni esponenti di spicco del circolo provocò malumore e, alla lunga portò un crescente disinteresse.

A Lerici ( 31 ottobre - 4 novembre) nel 4° Campionato italiano a squadre, Riello fece parte della squadra del rinascente Circolo L.Centurini di Genova (Romi 3 ½ su 7 , Riello 3 ½ /7 , Grassi 2 ½/7 , D’Augusta 2 ½ /7 ), classificatasi sesta su otto . Il torneo fu vinto da Dopolavoro Dipendenti Comunali - Roma ( Tatai 5 ½ /7 , Giustolisi 3 ½/ 4 , Zichichi 5/6 ,Fricker 4 ½ /6 , Sacconi 2/5) . Pronta rivincita del Circolo Amatori Scacchi Genova.

Savona 3 marzo 1963 : SSS 6 Amatori Scacchi 8 , anche se sulle prime cinque scacchierei savonesi riuscirono a prevalere in quattro incontri: Riello, Piccardo, Lombardini, Cantoni e ne pareggiarono uno : Damele.

Nel Torneo magistrale dell’ 8° Festival Scacchistico di Napoli (30 aprile -8 maggio 1963) vinto dal MI Giorgio Porreca con p.ti 9 su 10 , Damele fu 10° con p.ti 2 ½ /10.
Dal 19 al 29 settembre 1963 a Imperia si svolsero, oltre all’ormai tradizionale Festival Scacchistico quinto della serie, la Finale del 24°Campionato Italiano e la Semifinale del 25°.

Per una decina di giorni Porto Maurizio fu letteralmente invasa dagli scacchisti. Il Festival occupò interamente i vasti locali del grande Caffè Vittoria.
Finale e Semifinale furono perciò dirottate nei locali del poco distante altrettanto ampio Caffè Marconi allora ancora esistente.

Il titolo di Campione italiano fu conquistato dal M° Ennio Contedini per spareggio tecnico (Sonnerborn - Berger) sul M° Guido Cappello, classificatosi ex aequo con p.ti 7 ½ su 11, ai posti d‘onore, 3°- 4°, i Maestri Magrin e Napolitano p.ti 7.

Sulla stessa scena di Imperia 58 una nuova pregevole interpretazione dei pirotecnici protagonisti di allora.

Nella Semifinale del 25° C.I., primi a pari merito il M° Ilio Giubbolini e il M° Giuseppe Primavera entrambi a 8 punti. La vittoria fu assegnata a Giubbolini (Buholz) , terzo classificato il CM Vittorio Piccardo p.ti 7 ½ . Il CM Cesare Damele fu nono con p.ti 6.

Nel Torneo Principale del Festival vittoria dello jugoslavo Todorcevic con punti 7 su 9 davanti a una lunga fila di connazionali interrotta soltanto dal 6° posto del caro amico tragicamente scomparso M° Claus Fleischmann a p.ti 5. Il futuro GMI Misho Cebalo fu 9° a p.ti 4 ½ .

Nel Torneo Sussidiario “D” di tale manifestazione primi a pari merito il triestino Ierco e il savonese Lombardini con p.ti 6 su 8 .

La vittoria a Lerco per spareggio tecnico (Buholz) , 3°/4° Bernardi (Cividale) e Quaranta (Torino) p.ti 5 ½

Termine di un ciclo.


Nell’autunno 1964 (31 ottobre - 4 novembre) , a Genova nel palazzo dei congressi della Fiera internazionale del mare di Genova si svolse il 6° Campionato italiano a squadre ripartito in tre
gironi :

Serie A di 8 squadre, serie B di 9 e serie C di 5. La Società Scacchistica Savonese, inspiegabilmente ritrasformata per l’occasione da “L‘Italia Scacchistica“ in “Circolo Scacchistico Balbontin”(*) non demeritò.

Inserita nel forte torneo di Serie A ottenne il quarto posto .
Il titolo di Campione italiano a squadre andò meritatamente al DLV Dipendenti Comunali - Roma ( Tatai, G.
Primavera, Zichichi , Fricker, R.Primavera ) con p.ti 19, 2° classificata la sorprendente Amatori Scacchi Genova ( Bekvalac,Fazzi, Benzi, Tabò, Milanta) p.ti 17 , 3° class. il Circolo Fenarete di Milano (Canal, Rubinstein, Siegel, Giorgieri, Montuoro) p.ti 15 ½ , 4° class, la S.S. Savonese ( Riello, Damele, Piccardo, Cantoni, Lombardini ) p.ti 14, 5° DalVerme - Roma p.ti 13 ½, 6° S.S. Milanese p.ti 13 ½, 7° C.S. Centurini Genova p.ti 11 ½ , 8° Accademia Napoletana p.ti 8 .
Il7° Campionato italiano dei giovani , Torino 27dicembre 1964 - 3 gennaio 1965 vide 16 giocatori alla partenza e il successo finale del diciottenne fiorentino CM Sergio Mariotti , primo classificato con p.ti 7 ½ su 8 , secondo a p.ti 6 ½ il diciassettenne milanese CM Adolivio Capece.

Entrambi destinati col tempo a divenire personaggi ragguardevoli nella storia degli scacchi in Italia : Mariotti quale GMI -FIDE (primo titolo in Italia) , 30° e 32° Campione Italiano assoluto e Presidente FSI negli ultimi anni 90, Capece M° FSI, per molti anni redattore della rubrica scacchistica de “Il Giornale Nuovo” di Milano, diretto da Indro Montanelli e dal 1992 direttore della prestigiosa rivista “L‘Italia Scacchistica”, non lasciarono molto spazio agli altri concorrenti .

Apprezzabile perciò l’ottavo posto dell’ancora per poco savonese Giulio Lombardini a punti 4 , che ebbe la sorte di doverli affrontare.
Nel marzo 1965 il Torneo principale del Festival di La Spezia vide al primo posto il M° Alvise Zichichi .
Nel Torneo Sussidiario C (ventisei partecipanti) 5 giocatori giunsero primi a pari merito con punti 6 su 8 . Ierco (Trieste) ,Prack (Austria), Quaranta (Torino) , Rupeni (Venezia) ,Sione (Udine) .

Il primo premio fu assegnato a Lerco per spareggio tecnico (Buholz).
Lombardini fu undicesimo con punti 4.
In estate, Damele e Lombardini rappresentarono la SSS. nella squadra “Riviera dei Fiori” invitata a Nizza per un torneo quadrangolare amichevole a squadre di dieci giocatori .

Alla manifestazione organizzata dal nizzardo CircoloScacchistico “ A.Alekhine” parteciparono le rappresentative dei circoli di Marsiglia, della Costa Azzurra , della Riviera di Ponente e la S.S.Torinese .
Risultato : 1° Costa Azzurra p.ti 13 su 20 , 2° Marsiglia p.ti 13, 3° Riviera dei Fiori 7 ½ , 4° S.S.Torinese 6 ½.
Per la SSS gli avvenimenti dell’ultimo periodo dell’anno 1965 non furono tutti di segno positivo .
Dal punto di vista tecnico l’anno si stava chiudendo in modo più che soddisfacente.
A Imperia, in settembre, la Società Scacchistica Savonese aveva vinto il Torneo quadrangolare amichevole a squadre di quattro giocatori con la partecipazione dei Circoli di Milano, Imperia e Torino.
Organizzato dal C.S. Imperiese e sotto l’ impeccabile direzione del M° Giovanni Ferrantes il risultato finalefu il seguente :
1° SSS. (Grassi, Damele, Piccardo, Lombardini,Riello) p.ti 8 su 12,
2° S.S. Torinese (Gai, Pistone, Quaranta, Emma,Perelli) p.ti 6 ½ ,
3° S.S. Milanese (Contedini, Magrini, Balduzzi Eugenio , BalduzziFranco) 5 ½ ,

4° C.S.Imperiese (Giubbolini, Lucidi, Zito, Rovere, Faraci, Giribaldi) p.ti 4.
Non altrettanto favorevoli le prospettive sul piano societario.
Il fenomeno del calo delle iscrizioni che aveva iniziato a manifestarsicon la campagna per il tesseramento dell’anno 1959 era proseguito negli anni successivi, portando il numero dei soci a proporzioni decisamente esigue.
In un circolo sempre più disertato dagli scacchisti e invaso da un crescente numero di giocatori di bridge, al vuoto lasciato da Giulio Lombardini tornato nella sua Città di Reggio Emilia assieme alla famiglia a seguito del trasferimento del padre dirigente dell‘INPS., andarono ad aggiungersi le sempre più numerose assenza di Piccardo, dimissionario dall’incarico di vice-presidente anche se nominalmente per qualche anno ancora socio.
L’unico fatto degno di menzione nel 1966, oltre la stanca ripetitiva attività ricreativa svolta soprattutto nelle ore serali in cui ormai si stava adagiando il circolo, fu il 14° posto di Damele con p.ti 5 nel grande Torneo Magistrale dell’8° Festival di Imperia .
Forse uno dei più forti tornei scacchistici disputati alle pendici del Parasio , con due GMI Jugoslavi di primo piano emolti maestri internazionali Jugoslavi e Italiani.
Vinse il GMI Matulovic con p.ti 7 su 9 , 2° GMI Ciric 6 ½ , 3° MI Nikolic 6 ½ . 4° MI Knezevic 6 , 5° MI Lukic 6 ,6° MI Porreca 6 , 7° M° Cosulich 6 .
A degna conclusione di un ciclo iniziato nell’immediato dopoguerra ,dal20 al 30 agosto 1967 si svolse a Savona il 28° Campionato Italiano .
All’epoca si trattava di una complessa manifestazione che, oltre allo svolgimento del torneo di campionato vero e proprio, prevedeva la contemporanea effettuazione della semifinale valida per la qualificazione al campionato dell’anno successivo e di un torneo sussidiario aperto a tutti.
Gli splendidi locali del Circolo “Casinò di Lettura” situati nel ridotto delCivico Teatro “Gabriello Chiabrera” ospitarono i 63 partecipanti.
12 nel 28° campionato Italiano, 26 nella Semifinale del 29° e 25 nel torneo Sussidiario.
Il Titolo di Campione italiano andò al romano MI Stefano Tatai con  pti 9 su 12 , 2° class. il reggiano MI Enrico Paoli p.ti 8 , 3° M° Guido Cappello p.ti 7 ½ , 4° MI Alvise Zichichi p.ti 7.
Nella semifinale vinse il M° Trincardi di Reggio Emilia con p.ti 8 ½ su 11, 2°il M° Albano (La Spezia) p.ti 7 ½ , 3°/5 a pari merito M° Palombi (Roma) ,CM Pegoraro (Helsinki) e CM Rosino (Venezia) p.nti 7.
Nel Torneo Sussidiario , vittoria dello Jugoslavo Osmanovic p.ti 7 ½ , 2° class.il Francese Fricker p.ti 7 , 3° la 1NMelosi (Novara) p.ti 6 , 4°/ 6° pari merito le 1N Cantoni (Savona), Vanni (Genova) e la 2°N Di Cristofalo (Roma) p.ti5 ½ . Oltre alla bella prova del carissimo amico Prof. Ugo Cantoni, socio rifondatore del Circolo nel 1946 , merita di essere sottolineato il positivoesordio in una manifestazione nazionale di due nuovi soci del circolo :
Alessandro Belgrano 17° con p:ti 4 e Romeo Anselmo p.ti 1 ½.
Nell’estate 1968 l’unica cosa notevole da segnalare fu l’organizzazione a scopo propagandistico di alcune a minuscole sedute di partite simultanee,disputate con tempo limitato.
Simultanea M° Damele : 9 partite giocate , vinte 8 , persa 1. Tempo : 2h.
Simultanea CM Piccardo : 10 giocate , vinte 8 , patte 1, persa 1. Tempo : 1h 55‘.
Simultanea CM Piccardo : 8 partite giocate, vinte 8 .Tempo 1h 50’.
Nel Torneo Principale dell’11° Festival di Imperia (20-28 settembre 1969) i partecipanti furono 33.
Vittoria del GMI Ostojic (Jugoslavia) con p.ti 8 su 9 . Il M° Damele , unico savonese in lizza, fu 19° con p.ti 4.

(*) La
rivista”L’Italia Scacchistica” aveva preso atto dell’avvenuto ritorno all’antica denominazione di Società Scacchistica Savonese già nei numeri di ottobre 1962, pag.122 e di luglio 63 , pag. 151. """

Decadenza.
Con gli ultimi esodi vennero a mancare all’interno della società tutte le forze propulsive che avevano dato vita alle molteplici importanti iniziative del decennio precedente o avevano collaborato alla loro realizzazione.

Rimandato più volte ogni serio tentativo di analisi delle cause del declino, considerata superflua l’esigenza del ritorno a una maggiore collegialità decisionale nello spirito dello statuto sociale, trascurata ogni istanza di rinnovamento consociativo: il presidente Damele restò solitario signore del campo.

La crisi della S.S.S. da tempo latente si manifestò con la progressiva riduzione di ogni attività rivolta verso l’esterno sino a una completa inattività competitiva sul piano regionale e nazionale.

Restò funzionante l’attività amatoriale ricreativa svolta da un ridotto numero di frequentatori.

I pochi anziani soci rimasti : Riello, Musso, Cantoni, Matteucci, Chiarini non sollevarono obiezioni.

Reggere nell’inerzia più completa un incarico ormai apparentemente privo di peso sembrava cosa senza senso.

Perché non concludere un felice, lungo periodo di ottimi risultati organizzativi e tecnici con l’innegabile ultimo grande successo personale ottenuto con l’organizzazione del 28° Camp. Italiano nel 1967 e lasciare ad altri responsabilità organizzative forse col tempo divenute troppo pesanti ?

A prima vista, la presidenza di un circolo di scacchi potrebbe apparire una delle tante minuscole, innocue sinecure onorifiche che la società in cui viviamo offre a chi ha ambizioni da soddisfare e tempo da perdere.

Gli scacchi in Italia , è noto, sono generalmente considerati : “tempo perso”.

Quando capita di chiedere a qualcuno : “giochi a scacchi?“.

Quasi sempre la risposta è : “ Si certo, eh.... però non ho tempo..…! ”, talvolta seguita da un cortese "purtroppo...!"

A un esame più approfondito può accadere di scoprire però che l’incarico richiede all' ’interessato motivazioni e competenza tecnica specifica e, data la perenne penuria di fondi che generalmente allieta l’ambiente, anche una buona disposizione a : “… lo salire e lo scendere le altrui scale ..“.

Non solo, la gestione collegiale suggerita dalle regole statutarie richiede esercizio di virtù quali pazienza , moderazione, arte di conciliare gli altrui punti di vista (in ogni circolo di scacchi che si rispetti : tanti quanto i soci) nonché nervi saldi e una finale leale disposizione d’animo nel gestire decisioni talvolta non condivise frutto di faticosi compromessi raggiunti dopo lunghe discussioni.

Non giustificabile però comprensibile la tentazione di superare le lungaggini di defatiganti procedure adottando tecniche più sbrigative.

Forse la spiegazione della conservazione dell'incarico da parte dell'ing. Damele per ancora un lungo periodo sino alla fine degli anni ottanta , salvo alcune brevi interruzioni, è da ricercare proprio nell’impossibilità di passare il "testimone" in mani affidabili.

La Società Scacchistica Savonese frattanto, dopo una quasi ventennale permanenza nei locali della “Tavernetta” di largo Brignoni/ P.zza Saffi (chiusa per fine esercizio) aveva trasferito la propria sede nel Bar "Cristallo" di Via Torino, quindi nel Caffè "Euterpe" di Via Niella poi, a distanza di qualche anno, nei locali del CRAL ENEL in Via Cimarosa.

Un inarrestabile, progressivo processo di allontanamento dal centralissimo luogo di fondazione verso l’estrema periferia cittadina che proseguì, salvo un breve ritorno nella centrale Via Niella/P.zza Giulio II, nel Caffè Ciarlo (ora scomparso), con una lunga permanenza nel CRAL - FS in Via Pirandello , un breve approdo nel Barry Bistrot in Via delle Trincee di proprietà del benemerito socio Davide Brossido per terminare, almeno per il momento, giugno 2008, nella bella saletta assegnata al circolo all’inizio del 2003 dal C.D. della SMS. Fratellanza Leginese in Via Chiabrera a Legino.

Menzionare luoghi e indirizzi tralasciando di rievocare i nomi di coloro che hanno dato il loro contributo, anche se talvolta modestissimo, alla vita dell’associazione sembra opera incompleta.
Ecco perciò un primo elenco di nominativi di soci dal 1946 al 1970 (omessi quelli già citati in precedenti capitoli): Guglielmo Della Montà, Giorgio Novarese, Nino Maramotti, Franco Sfondrati, Lamberto La Rosa, Domenico Nieddu, Enrico Saroldi, Mario Tugliani, Davide Garibaldi, Attilio Baila, Mino Baila, Enrico Brilla, Gioacchino Pastore, Enzo Neri, Amedeo Auletta, Vincenzo Testa, Calogero Casano, Elio Ernandes, Carlo Martinengo, Alberto Noberasco, Alessandro Dondero, Fulvio Carrara, Luigi Minuto, Gino Malfatto, Angelo Piombo, Giacomo Piombo, Luigi Sburlati, Pier Luigi Cerisola, Anselmo Damonte, Giuseppe Astengo, Luciano Cassalia, Francesco Pugliese, Antonio Gibboni, Carlo Bruzzone, Pietro Ferrero, Fabio Mazza, Gianni Revello, Pietro Cesari, Luigi Pozzo, Sergio Giriboni, Carlo Marchesano, Vittorio Migliardi,  Davide Magnone, Mario Barbin . Alberto Balugani,  Luciano Destefanis , Roberto Chiarlone, Silvano Novello.  


""Effetto Fischer.

 .....................................          Bobby Fischerfischer.JPG



Nella rubrica “Chess Informant Information” dell’Informatore Scacchistico n. 101 (IX-XII 2007) - Beograd 2008 , il GMI Aleksandar Matanovic (*) inizia il suo lungo articolo dedicato alla figura dello scomparso ex Campione del Mondo Robert J. Fischer, con le seguenti parole : ””Like a meteor he had soared through the chess sky, leaving his mark on entire epoch, and then he disappeared, never to return. ””.

(Simile a una meteora egli si era elevato nel cielo degli scacchi, lasciando il suo segno su un’epoca intera, poi scomparve per non più ritornare).

Nel 1972 l’interessamento generalizzato per la sfida di Reykjavik fu veramente sorprendente.

La meteora Fischer si librò alta, non solo nel nostro generalmente grigio cielo scacchistico occidentale, ma attirò l’attenzione delle redazioni degli organi di informazione : giornali, riviste (femminili comprese), radio e televisioni del mondo intero.

Matanovic, che lo aveva già incontrato con esito soddisfacente in importanti gare ufficiali a Portorose nel 1958 e a Bled ne 1961(le partite terminarono pari entrambe ) mette giustamente in rilievo l‘importanza non soltanto tecnica del fenomeno Fischer in un mondo allora separato politicamente in due blocchi nettamente contrapposti.

Tuttavia nel nostro piccolo angolo provinciale , al di là dell‘interessamento spasmodico degli appassionati, l’ iniziale curiosità della gente comune fu provocata soprattutto dallo stravagante comportamento , simile a quello di una Star di Hollywood , dell’imprevedibile disinibito Americano, ben lontano dai modi un poco spenti attribuiti ai giocatori di scacchi dall’immaginario collettivo.

Il desiderio di saperne di più non solo sul personaggio, ma anche su ogni aspetto del gioco , servì moltissimo alla diffusione della conoscenza degli scacchi nelle famiglie e fra i giovani .

Laddove erano falliti ripetuti tentativi propagandistici e organizzativi miranti a togliere il gioco dall’isolamento vagamente elitario in cui era confinato, vi riuscì per caso un avvenimento che inizialmente  pareva destinato a interessare la solita ristretta cerchia di persone.

Oltre alle riviste specializzate e alle rare rubriche scacchistiche sulla stampa periodica, infatti in Italia le sfide per il Campionato del Mondo di scacchi fino ad allora avevano sempre ottenuto ben poco spazio da parte dei grandi organi di informazione.

Fu una grande fiammata . L’entusiasmo e la meraviglia non durò a lungo. Inevitabilmente residuò tanta cenere e  poca brace secondo alcuni,  molta  per altri.

Resta il fatto che anche a Savona da quel momento il mondo degli scacchi non fu più lo stesso .

Per la SSS. iniziò un nuovo corso : ascendente questa volta.

Nel Circolo iniziarono ad apparire volti nuovi fra cui quelli di molti giovani .

Da Varazze giungevano i fratelli Luciano e Paolo Tedeschi, rispettivamente di 18 e 13 anni, accompagnati dal padre prof. Dante, ordinario di micropaleontologia alla facoltà di geologia dell’ Università di Genova. Talvolta si accompagnava a loro l’amico diciottenne, futuro Maestro FSI., Gianni Collareta, pure lui varazzino.

Uno dei simboli dei nuovi tempi era anche Giovanni Bertolucci, Maestro ASIGC., al circolo con l’eterno volume di Bobby (**) sotto il braccio . L’ingresso dei fratelli Marco e Fulvio Agazzi , del vadese Angelo Polito e il rientro di chi scrive allargò ulteriormente il già consistente nucleo di giocatori per corrispondenza composto da Revello, Marchesano , Bertolucci e, anche se saltuariamente, da Damele.

 Oltre che nel gioco a distanza i Fratelli Agazzi rivelarono notevole talento nella composizione. Ne fanno fede i seguenti tre pregevoli esempi della loro produzione (oltre trenta le composizioni già pubblicate) che qui esponiamo   :

Fratelli Agazzi -1° Lode, Concorso  Rivista Sinfonie Scacchistiche 1986

agazzi1.jpg 

H#2 (Aiutomatto in due mosse)

Miniatura con interferenze simmetriche e promozioni differenziate

Soluzione:  1.Da5,e8=C 2.Tb6,Cc7#  ;  1.Dc7,e8=D 2.Tb6,Da4#

Fratelli Agazzi  -  Rivista Scacco ! 1982  

agazzi2.jpg

Il Bianco muove e matta in due mosse.

(Tema Novotny filandese)

Soluzione: Ac4       1.....,Txc4 2.Dd1

                               1.....,Axc4 2.Dc3

                               1.....,Rxc4 2.Dc3

                               1......,Cf4  2.Df4

Fratelli  Agazzi  - 6° Lode Concorso Rivista "BEST PROBLEMS" 2006

agazzi3.jpg

Il Bianco muove e matta in tre mosse.

Soluzione: 1.Tc1!( tempo)1..... A (dovunque )  2.Tc6+,dxc6 3.Td8#

                                         1.......Ae6 2.Cxb5+,Rd5 3.Tc5#

                                         1.......Ad5  2.Ce8+,Re6 3.f5#


 Forse qualcuno potrà pensare che la comparsa di due appassionati cultori di questa difficile arte all'interno della nostra modesta associazione, a così grande distanza di tempo dalla presenza fra noi del fondatore della SSS.  non possa essere attribuita che a un puro caso.  Noi preferiamo credere invece che dai semi gettati nel solco della tradizione dal fondatore della SSS. altri rigogliosi germogli possano fiorire e offrire abbondanti frutti come Marco e Fulvio ci hanno  finora  offerto  e, speriamo, continueranno a darci nel futuro ..

Il buon risultato ottenuto da chi scrive nel numeroso e forte torneo principale del 2° Festival di S. Pellegrino T. (BG)-(5 -14   settembre 1975)   1°- 3° Kargoll (D), Abramovic(YU), Nicholson(GB) 6 ½ su 9 , 4°-5° Steinbacher(D) - Bela Toth (I) 6, 6°-7°Huss(CH) - Taruffi(I) 5 ½ , 8°- 10° Piccardo (I) - Radojev(YU) - Tanner (CH) 5, non venne replicato l’anno successivo (Settembre 1976) al Campionato Italiano Magistrale di Tivoli . Furono primi Carlo Micheli ed Enrico Paoli p.ti 6 ½ su 9 3° Roberto Primavera 6 .

Chi scrive finì in coda al torneo 15° -16° in compagnia di Elio Romani a 3 punti .

Un torneo iniziato sotto i migliori auspici (1° turno Piccardo - Paoli 1-0 , 2° t. Giuseppe Primavera - Piccardo 0 - 1, 3° Magrin - Piccardo ½ - ½ ) subì un’improvvisa inversione di tendenza per la malaugurata insorgenza di un serio disturbo che ancora adesso, a distanza di molto tempo, ogni tanto  lo affligge .

La richiesta di ritiro per motivi di salute presentata all’arbitro del torneo Sig. Gino Piccinin non venne accolta.

Di fronte alle pesanti sanzioni FSI minacciate dalla direzione del torneo per ritiro non motivato  parve , allora, necessario continuare.

L’ umiliante decisione di Tivoli fondata su una presunzione di malafede, allontanò per molto tempo l'autore dalle gare ufficiali FSI.  e lo indirizzò poi verso i lidi dell’ ASIGC (Associazione Scacchisti  Gioco per Corrispondenza) e più tardi dell’ICCF (International Correspondence Chess Federation)""



(*) Aleksandar Matanovic (Belgrado 23 maggio 1930), co-fondatore nel 1966 e attualmente Presidente della prestigiosa casa editrice “”Shaovski Informator “” è autore, tra l'altro, in collaborazione con il concittadino GMI Svetozar Gligoric del libro sul torneo dei Candidati al Campionato del Mondo : “ Interzonen-Turnier Portoroz 1958” (Das Schach-Archiv Verlag - Hamburg 1959) .

(**)””60 partite da ricordare di Bobby Fischer”” (Ediz. Mursia&C.-Milano) ""






Data creazione : 25/09/2007 @ 20:48
Ultima modifica : 16/12/2008 @ 11:39
Categoria : Zona riservata
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